Corona: compagna, a casa con buste soldi

Corona: compagna, a casa con buste soldi

Corona ha detto anche che un dentista avrebbe pagato 90mila euro fatturati e "19.100 euro in nero" per avere visibilità nel suo lavoro e "noi lo abbiamo mandato in tv e l'abbiamo reso famoso con un video virale". "Il denaro veniva tenuto da Fabrizio in ripostiglio, acccanto a giacche e giacconi, vicino alla camera da letto".

"Il 23 luglio eravamo in un locale di Milano, il Radeztsky, - ha raccontato la Provvedi, secondo quanto riporta 'La Repubblica' - e ho notato che Fabrizio aveva un segno in faccia ed era sotto shock. E basta. E' sempre dalla parte di Fabri, e non si preoccupa di queste 'voci esterne', lei pensa al suo rapporto con Fabrizio e aspetta con ansia che possa tornare a casa", così la sorella gemella Giulia a Mattino 5.

Nel corso dell'udienza la fidanzata di Corona ha anche spiegato l'atteggiamento dell'ex re dei paparazzi dopo l'episodio che ha dato il via alla nuova inchiesta nei suoi confronti: la bomba carta esplosa lo scorso 15 agosto vicino alla sua abitazione in via De Cristoforis, a Milano. Io ero a conoscenza di tutto il suo lavoro e vi posso raccontare la sua giornata tipo. Alle 9 andava in palestra, poi in ufficio e io andavo a prenderlo intorno alle 21, il tempo di fare la spesa, cose che fa una coppia normale, e poi alle 22 doveva rientrare (in quel periodo Corona era soggetto alle restrizioni stabilite dal tribunale di sorveglianza, ndr). "Questo creava anche un un clima pesante per la coppia". Mi ha detto di stare tranquilla perché non era nulla di preoccupante. C'era anche una seconda bomba inesplosa nel cestino. "Venni chiamata anche io per testimoniare sulla bomba - prosegue la testimone - i poliziotti mi notificarono l'avviso per la convocazione in casa e Fabrizio si arrabbio' con loro, non capiva perche' volessero chiamarmi". Voleva proteggermi ma io, anche se sono molto giovane, non avevo problemi a raccontare quello che era successo. "Io ero tranquilla, Izzo invece era molto agitato, ma non ero compito mio calmarlo". Il giorno dell'interrogario, il poliziotto Izzo mi fece delle strane domande sul patrimonio di Fabrizio, che non c'entravano niente con la bomba. Dopo che Corona depose in Questura su quell'episodio, ha spiegato Provvedi, "Fabrizio aveva l'impressione di essere stato trattato come un criminale e non come parte lesa di un attentato".