Corea Nord si prepara a Giorno del Sole

Corea Nord si prepara a Giorno del Sole

Vi è dunque grande incertezza circa la possibilità di un sesto test nucleare nordcoreano, testimoniata dai pareri discordanti di alcuni ufficiali ufficiali sudcoreani: il colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di Stato maggiore congiunto, citato dall'agenzia Yonhap, ha sottolineato che le attività svolte non sono "inconsuete", e dunque non lasciano necessariamente presagire l'imminenza di una nuova provocazione nordcoreana. Han Song Ryol, che ha concesso un'intervista di circa quaranta minuti in esclusiva ai microfoni della Associated Press, ha ribadito che "non terremo le braccia incrociate di fronte a un attacco preventivo degli Stati Uniti: Se gli Stati Uniti faranno manovre spericolate, li affronteremo con i nostri attacchi preventivi". Nel confermare il successo del test, il regime ha anche annunciato di essere riuscito a miniaturizzare le testate a tal punto da permettergli di alloggiarle su missili di medio e lungo raggio, una capacità, questa, che conferirebbe un notevole strumento di deterrenza nei confronti degli Stati Uniti e della Corea del Sud. "La Corea del Nord e' un problema". Trump aveva chiesto alla Cina di "fermare l'escalation bellica di Pyongyang", ma ha anche ribadito, nel recente incontro con il presidente cinese Xi Jinping che se Pechino non farà nulla per bloccare le provocazioni nord coreane, gli Usa sono pronti ad intervenire autonomamente. Non solo. Ieri, secondo molti proprio per inviare un messaggio intimidatorio a Pyongyang, gli Usa hanno sganciato per la prima volta nella storia la loro bomba non nucleare piu' potente, la Gbu-43/B Moab (Massime Ordnance Air Blast) da 9,5 tonnellate, su un obiettivo di Isis. Dall'inizio del 2016 sono stati osservati 37 lanci sperimentali: ogni test, riuscito o fallito, affina la tecnologia bellica.

Il vettore, di cui non è ancora stata chiarita la natura (sembra però che non si tratti di un missile "intercontinentale"), sarebbe esploso poco dopo il decollo. "Si ha la sensazione che un conflitto potrebbe scoppiare da un momento all'altro - ha detto il ministro -".

A dare qualche elemento sulla strategia americana è il consigliere per la sicurezza Nazionale Usa HR McMaster: gli Stati Uniti stanno valutando, con gli alleati nella regione, con i partner e con la leadership cinese, "una serie di opzioni" in risposta a quello che considerano uno schema provocatorio della Corea del Nord. Il vice presidente Mike Pence si trova già a Seul nell'ambito di un viaggio di dieci giorni nel continente asiatico allo scopo di dimostrare la vicinanza del governo americano nei confronti dell'alleato sudcoreano. Pyongyang si dice pronta a guerra. Kim ha applaudito un trasportatore con quattro missili antinave, significativi ora che gli Stati Uniti hanno inviato la flottiglia della portaerei Carl Vinson verso la penisola. La Corea del nord grida alla "aggressione imperialista", ma preferisce non reagire, per preservare il più possibile il suo programma nucleare e il suo esercito.

Allarmata la reazione del Giappone, affidata al ministro degli Esteri giapponese, Fumio Kishida: "Bisogna restare in allerta rispetto alla Corea del Nord anche dopo le celebrazioni di questo fine settimana".