Compravendita senatori, prescrizione per Berlusconi e Lavitola

Compravendita senatori, prescrizione per Berlusconi e Lavitola

Non luogo a procedere per estinzione del reato per Silvio Berlusconi e Valter Lavitola.

Berlusconi è stato accusato di aver pagato, tramite Lavitola, tre milioni di euro, due dei quali in nero, all'ex senatore Sergio De Gregorio convincendolo a passare dall'Idv al centrodestra. Già il sostituto procuratore generale, Simona Di Monte, nella requisitoria del 20 settembre dello scorso anno, aveva chiesto che fosse confermata la responsabilità del Cavaliere e di Lavitola, ma che fosse dichiarata la contestuale prescrizione dei reati che si riferiscono ad un arco temporale che va dal 2006 al 2008.

È l'indagine sulla cosiddetta "Operazione libertà", ovvero una "sottrazione" di senatori alla maggioranza di centrosinistra che, tra il 2006 e il 2008, sosteneva il governo di Romano Prodi, a Palazzo Madama con numeri molto bassi. Nel processo la difesa dell'ex premier è rappresentata dagli avvocati Michele Cerabona e Nicolò Ghedini, quella di Lavitola dai penalisti Sergio Cola e Marianna Febbraio.

In primo grado il processo aveva portato alla condanna dei due imputati alla pena di tre anni e alla sospensione per cinque anni dai pubblici uffici.

La sentenza della seconda sezione della Corte d'Appello, presieduta da Patrizia Mirra, è stata emessa dopo tre ore e mezza di Camera di Consiglio.