Camogli: si è spento Piero Ottone, un grande del giornalismo (1)

Camogli: si è spento Piero Ottone, un grande del giornalismo (1)

La carriera Pseudonimo di Pierleone Mignanego, Ottone nasce a Genova nel 1924. "Ciao, Piero Ottone, lo stile nel giornalismo e nella vita", ha scritto su Twitter l'ex direttore di Repubblica Ezio Mauro annunciandone la scomparsa. Oltre a far scrivere in prima Pasolini, Ottone sarà ricordato anche per il licenziamento di Indro Montanelli, che stava per fondare Il Giornale. L'esordio avviene intorno al 1945 presso La Gazzetta del Popolo di cui diventerà corrispondente a Londra; negli anni '50 approda al Corriere della Sera come corrispondente da Mosca sino a conquistare il ruolo di capo redattore.

Nel corso della sua lunga carriera è stato direttore del Corriere della Sera ed editorialista di Repubblica, maestro di più generazioni di appassionati della scrittura che continuano a considerarlo un esempio da seguire. Al termine di questo rapporto divenne editorialista del quotidiano La Repubblica, dove fino a poche settimane fa teneva una rubrica, sul Venerdì intitolata Vizi & Virtù. Appena nominato direttore del Corsera, spiega Mieli, "ha interpretato quell'Italia divorzista, laica, non democristiana". Fu allora che andrò in scena lo scontro con Indro Montanelli, contrario alla "svolta a sinistra" impressa al quotidiano storicamente borghese. "Il giornalismo italiano soffre di un difetto d'origine: manca di coscienza etica" ribadì in molte occasioni, "dall'inizio del secolo ad oggi non ha mai avuto una vita propria ed autonoma, diversa dall'ideologia, dalla politica, dall'economia". La mia opinione è che la nostra professione rappresenta un'istituzione che dovrebbe avere una sua coscienza, una morale, un'anima e sentire come propria missione esclusiva quella di dedicarsi alla società.