Botte nel Parlamento della Macedonia

Botte nel Parlamento della Macedonia

Benché avesse ottenuto meno voti di Gruevski alle elezioni, il partito di Zaev ha trovato un accordo con l'Unione Democratica per l'Integrazione (partito per la difesa della minoranza albanese) che garantirebbe la formazione di una coalizione stabile per governare.

Alcuni dei sostenitori del fronte conservatore hanno dormito in tende allestite fuori dal parlamento. Gli agenti hanno messo in sicuro i politici tenendo a bada i dimostranti protagonisti di atti di violenza. La Macedonia è senza un governo dallo scorso dicembre, quando il partito conservatore dell'ex primo ministro Nikola Gruevski ha vinto le elezioni, ma senza ottenere seggi a sufficienza per governare.

Il leader del principale partito della nuova maggioranza, il presidente del partito dei Socialdemocratici (SDSM) Zoran Zaev, e altri tre parlamentari del suo partito, sono rimasti feriti nel corso della rissa all'interno del Parlamento, secondo quanto documenato dai giornalisti presenti in quel momento.

"Sono problemi che riguardano non solo la Macedonia ma tutti noi che viviamo in questa regione, e che abbiamo il dovere di garantire pace e stabilita' per i nostri figli", ha detto Vucic che ha convocato per oggi una riunione urgente dell'Ufficio di coordinamento dei servizi segreti dedicate alla situazione in Macedonia.

Il presidente macedone Gjorgje Ivanov ha infine lanciato un appello alla calma e ha invitato i leader di tutte le forze politiche a incontrarlo domani.

Il nuovo Presidente Xhaferi ha respinto le rimostranze di VMRO DPMNE, dichiarando che in presenza di una maggioranza legittima in parlamento, "questo non può essere un colpo di stato".

L'incidente si è verificato poco dopo la mezzanotte, quando la maggioranza di 67 deputati nel Parlamento (su 120) ha eletto il nuovo Presidente del Parlamento, compiendo il prossimo passo verso la costituzione del nuovo governo guidato dalla coalizione di opposizione. Vucic ha anche fatto appello ai cittadini della Macedonia perché tentino di risolvere i problemi in modo pacifico.