Biotestamento, protesta dei parroci in Molise. Suonate le campane a morto

Biotestamento, protesta dei parroci in Molise. Suonate le campane a morto

Don Mario Fangio è parroco di Carovilli (Isernia) da 36 anni. Il rituale dei rintocchi a morto lo aveva 'inaugurato' con l'approvazione della Legge sulle Unioni Civili e riproposto con le adozioni da parte delle coppie gay. "Invitano anche tutti a una seria riflessione, a emendare sostanzialmente al Senato la norma, e bocciarla addirittura come inutile, potendo fare riferimento già alle normative sull'accanimento terapeutico e cure palliative". Dico a quei parroci che non siamo più ai tempi di Don Camillo e Peppone e che lo Stato italiano ha finalmente, anche se il Parlamento avrebbe potuto fare di più, una legge che tutela i diritti delle persone.

In Molise va in scena una protesta clamorosa contro la legge sul biotestamento con le Dat (Disposizioni anticipate di trattamento), passata alla Camera e presto all'esame del Senato. Il testo ora passerà al Senato per l'approvazione definitiva. "Noi siamo come i cani da pastore - aggiunge - dobbiamo avvisare quando c'è il pericolo". Rispetto alle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) contenute nella legge, si è pronunciato anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco. La comunità di Carovilli non ha replicato all'iniziativa di Don Mario.

Le reazioni allora furono dure, con un manifesto dei fedeli in cui prendevano le distanze dal loro parroco.

Il manifesto funebre affisso
Il manifesto funebre affisso da alcune parrocchie molisane

"Ho voluto evidenziare questo delittuoso evento di uno Stato che invece di aiutare a vivere aiuta a morire", ha detto Don Mario Fangio, spiegando la decisione di suonare a morto le campane della sua parrocchia.

All'iniziativa si sono uniti altri quattro parroci molisani di Castropignano, Duronia e Salcito, sempre in provincia di Campobasso, e di Pietrabbondante, in provincia Isernia. "Lo sto appendendo adesso - commenta - non sapevo che avesse avuto questa eco".