Biotestamento, ok dell'Aula al diritto del paziente di abbandonare le terapie

Biotestamento, ok dell'Aula al diritto del paziente di abbandonare le terapie

Nella giornata di oggi, però, la commissione al disegno di legge Biotestamento è riuscita a far passare un emendamento grazie al quale i pazienti potranno rifiutare il trattamento sanitario suggerito dai medici e quindi abbandonare le terapie. Lo stabilisce l'emendamento dellacommissione al ddl Biotestamento che sopprime il sesto comma delprimo articolo del testo.

In pratica, il comma soppresso recitava: "Il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l'abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l'erogazione delle cure palliative". Tema che verra' poi sviluppato approfonditamente dall'articolo aggiuntivo a prima firma Marazziti. A tal fine, e' sempre garantita un'appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati.

A fronte del rifiuto di un trattamento sanitario da parte del paziente "il medico non ha obblighi professionali".

Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare, a favore il Pd, M5S e Mdp.

Le cliniche private, e in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi": l'Aula della Camera ha respinto a scrutinio segreto l'emendamento di cui era primo firmatario Gian Luigi Gigli che mirava ad evitare penalizzazioni "nei rapporti che legano" quelle strutture al Sistema sanitario nazionale. L'esecutivo, ha annunciato di "rimettersi all'Aula" della Camera per quel che riguarda i parere sugli emendamenti. "Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali". I sì sono stati 240, i no 4.

Ovviamente, il paziente potrà rivolgersi a un altro medico nell'ambito della stessa struttura sanitaria.