Biotestamento, Camera approva legge con 326 sì. Ora va al Senato

Biotestamento, Camera approva legge con 326 sì. Ora va al Senato

"La Camera ha approvato il disegno di legge sulle Dat. Noi ci siamo opposti con tutte le nostre forze perché con esso vuole fare entrare nel nostro ordinamento giuridico l'eutanasia e vi entra nel modo più barbaro: la morte per fame e per sete". Hanno votato a favore il Pd, i 5 Stelle, Sinistra italiana e Mdp, il Psi e la maggioranza dei Civici e Innovatori, Alternativa libera e altri deputati delle forze minori. "Continua al Senato dove i rapporti di forza sono diversi e noi contiamo che i colleghi del Senato la proseguano fino alla vittoria" è la nota scritta e diffusa da diversi deputati della minoranza, tra cui Forza Italia, Udc e Lega Nord. Hanno dichiarato voto in dissenso dai loro gruppi Fabrizio Cicchitto (Ap) che ha annunciato il sì, Luigi Gigli (Democrazia solidale) che ha votato no, Daniele Capezzone (Misto Conservatori) che ha votato Sì, Domenico Menorello (CI) che ha annunciato un no, e Stefania Prestigiacomo (Fi) che ha dichiarato un voto a favore.

Ora il testo, come previsto dall'iter costituzionale, passa al Senato.

Sei articoli su cui, fra i dubbi dei cattolici e la rabbia dei centristi, Forza Italia lascia la libertà di coscienza. L'esponente dei Radicali, impegnato a distribuire semi di cannabis a Milano, e per questo identificato dalla Polizia, ha sottolineato che per i sondaggi gli italiani sono favorevoli per "oltre l'80%" al biotestamento, ma ha anche denunciato rischi di "trappole politicistiche" in Parlamento. La battaglia però non é finita. Inoltre la legge stabilisce che il paziente "ha il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento". A suo avviso, nella legge "bisogna evitare di inserire norme e codicilli che possano favorire l'azione di coloro che avranno l'interesse a sabotare la volontà dei malati". L'articolo 1 specifica che il medico è esonerato da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente, ma gli riconosce la possibilità di essere obiettore di coscienza e, quindi, di rifiutarsi ad esempio di staccare la spina. Un altro medico della stessa struttura dovrà intervenire per far rispettare le disposizioni del paziente.

Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario, comprese la nutrizione l'idratazione artificiale, indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati.

"Nella relazione tra medico e paziente, di fronte all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante", il medico e l'equipe sanitaria "sono tenuti ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità".