Bari: i medici litigano per la sala operatoria, la neonata muore

Bari: i medici litigano per la sala operatoria, la neonata muore

E' quanto sostiene la Procura di Bari che ha notificato ad otto indagati - medici ed infermieri - un avviso di fine indagine.

I fatti risalirebbero a circa un anno fa, quando la partoriente Marta Brandi, 37 anni, venne trasferita nel blocco operatorio per essere sottoposta al cesareo.

BARI Due medici litigano per l'utilizzo di una sala operatoria, passa un'ora e mezza e una paziente attende inutilmente di poter partorire con taglio cesareo. Da qui la decisione di portare la donna in chirurgia generale, dove ha origine l'alterco tra medici. I chirurghi non avrebbero voluto - secondo l'accusa - che altri operassero nel loro reparto, ma oggi sostengono anche che nessuno disse loro che il parto cesareo era urgente. Da registrare inoltre che durante l'ora di discussione su chi dovesse operare la povera Marta Brandi non viene più tenuta sotto controllo col tracciato quindi nessuno si preoccupa in quel momento di sapere come proceda la sofferenza fetale per la quale si era disposto il cesareo d'urgenza. Il primario di chirurgia sostiene che sta per arrivare un paziente con un'appendicite.

Una discussione tra medici per l'unica sala operatoria disponibile. Loro hanno gli occhi ancora gonfi di lacrime ripensando a quelle 48 ore di ricovero all'ospedale Di Venere di Bari, dalla mattina di sabato 30 aprile fino al pomeriggio del 2 maggio di un anno fa: imedici si ritrovarono un corpicino senza vita, evento evitabile se la madre fosse stata operata in tempo. La situazione giustifica ampiamente il ricorso a un parto cesareo "urgente", così Marta viene trasportata nel blocco operatorio, ed è qui che sorge il problema. Per questo, il numero originario delle persone coinvolte è destinato a cambiare con richieste di archiviazione e nuovi indagati (per ora non citiamo i nomi) che saranno destinatari di un nuovo "avviso".