Bambini tra le vittime dei missili Usa

Bambini tra le vittime dei missili Usa

"Gli Usa sono arrivati a un passo dallo scontro con la Russia", ha minacciato il premier Dmitri Medvedev.

Il governo siriano "non ha mai usato e non userà mai armi chimiche in Siria".

La ritorsione Usa (da Trump definita "vitale per la sicurezza nazionale") apre adesso diversi scenari, con l'incognita sui prossimi passi e le prossime scelte del presidente americano. Il Segretario di Stato statunitense Tillerson ha invitato la Russia a rivedere il suo sostegno al regime siriano al potere. Si tratta di "un terribile affronto all'umanità", ha detto Trump dopo aver ricevuto alla Casa Bianca il re di Giordania. Obiettivo la base aerea di Shayrat, nel centro del Paese, non lontano dalla città di Homs martoriata da sei anni di guerra. "Stando ad un comunicato della Difesa americana secondo indicazioni iniziali l'attacco ha severamente danneggiato o distrutto velivoli siriani e strutture di supporto e attrezzature presso la nase aerea di Shayrat, riducendo la capacita' del governo siriano di inviare armi chimiche".

Il raid aereo su un ospedale di Idlib, proprio durante il servizio tv del giornalista siriano Sakir Khader, tra i feriti dell'attacco chimico avvenuto poco prima, ricoverati nella struttura.Nel filmato si vede il momento in cui una bomba piove sull'ospedale di Khan Sheikhoun. Avvertito anche il personale russo presso la base colpita, allo scopo di evitare vittime collaterali. Intanto, socondo un bilancio non ancora ufficiale, sarebbe salito a 15 il numero dei morti nell'attacco: 6 soldati della base e 9 civili, tra cui quattro bambini, secondo un bilancio fornito dall'agenzia ufficiale siriana Sana. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Così il portavoce del Cremlino che ha evitato di rispondere alla domanda se Mosca aumenterà la sua presenza militare in Siria.

Uniti, per una volta, anche gli europei nella forte condanna all'uso di armi chimiche. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha parlato di "risposta motivata" e "limitata" a un "crimine di guerra", ribadendo l'importanza dell'impegno comune "perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati" con Onu e Russia. Da Israele all'Arabia Saudita, alla Turchia.