Appello da brividi del Carabiniere contro la 'ndrangheta

Appello da brividi del Carabiniere contro la 'ndrangheta

"Questo éRosario e qui c'é una mamma che dopo 30 anni continua a piangereil suo figliolo, ucciso dalla 'ndrangheta".

Il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, colonnello Giancarlo Scafuri, ha lasciato tutti senza parole con il suo appello da brividi contro la 'ndrangheta. "È un tumore maligno la 'ndrangheta - ha concluso - e questi sono i risultati".

"La forza delle parole pronunciate dal Comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria sovrasta di gran lunga le retoriche che hanno contraddistinto fino ad oggi il dialogo con le masse adolescenziali e rende tangibili i limiti di un territorio, che per colpa della 'ndrangheta - sottolinea Marziale - rimane indietro anni luce rispetto alle prospettive di sviluppo che delineano la Calabria fanalino di coda del processo di integrazione all'Europa e, ancora peggio al resto d'Italia". "Siete piccoli - ha detto in Chiesa il colonnello Scafuri rivolgendosi ai ragazzi delle scuole - siete bravi, siete giovani, siete tutti perbene".

"Signori insegnanti spiegate bene che cos'è l'ndrangheta" e "questi sono gli effetti e i risultati della 'Ndrangheta, c'è una mamma che da 30 anni piange suo figlio", "siete tutti per bene, la Calabria merita di più". C'è solo una strada, non ce ne sono altre. Iozia (in foto), originario di Catania, conosceva bene l'Aspromonte, impegnato a cercare nascondigli tra la fitta vegetazione e prigioni dell'anonima sequestri.

Il 10 aprile 1987 mentre sta percorrendo la strada che da Cittanova porta a Polistena, il vice Brigadiere Iozia nota degli uomini armati camminare in un uliveto e intuisce un pericolo. Lui ha il tempo di rispondere al fuoco ma muore subito dopo. Le condivido con voi - conclude Renzi - come voglio condividerle con i miei figli. Spiegate bene a questi ragazzi, in modo tale che possano tornare a casa e parlare con i loro genitori. Tempi in cui, nelle terre dove l'antistato si erige a sistema, un ufficiale dei carabinieri può sembrare un agitatore rivoluzionario.