Ape sociale, pensione anticipata: fissate le undici categorie di lavoratori

Ape sociale, pensione anticipata: fissate le undici categorie di lavoratori

A questi lavoratori, oltre al compimento dei 63 anni di età e il non essere a più di tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia, viene richiesto il versamento di almeno 30 anni di contributi. Sempre in termini di Riforma resta il grave problema legato alla decisione delle banche sul se concedere o meno il prestito per l'Ape Volontaria al soggetto richiedente e infine il Senato ha dato il via libera alla reintroduzione dell'equo indennizzo per gli agenti della Polizia Municipale.

In base a quanto previsto dalla normativa non si potrà smettere di lavorare fino a quanto non si raggiungerà un determinato livello di pensione. Ovvero: 7 pensionati su 10 percepiscono una pensione che non consente loro di superare la soglia della povertà.

L'Anticipo pensionistico agevolato ('Ape sociale') rivolto ad alcune categorie di lavoratori particolarmente svantaggiate, debutta il 1° maggio, salvo sorprese dell'ultima ora, "ma non sarà una passeggiata né per i lavoratori né per il patronato", avverte Morena Piccinini, presidente dell'Inca dalle colonne di 'Esperienza', rivista del patronato Cgil. Ciò in quanto l'INPS, tramite interpretazione letterale della norma, non ha riconosciuto il diritto al pensionamento eccezionale a tali lavoratrici che, invece, per effetto delle deroghe contenute nel decreto legislativo n. 503 del 1992 e della Circolare Inps 16/2013, avrebbero contribuzione sufficiente per conseguire la pensione di vecchiaia. "L'Ape volontaria è un'innovazione", ha precisato, frutto dell'impossibilità di apportare delle modifiche sostanziali alla materia previdenziale, non sussistendo le condizioni economiche. Si attendono ancora i decreti attuativi, con i quali verranno specificati requisiti e beneficiari della Quota 41, ma stando alle ultime novità soltanto una cerchia ristretta di precoci potranno richiedere l'Ape Sociale ed andare in pensione anticipata.

Il quotidiano finanziario fa sapere poi che, rispetto ai requisiti già noti, sono emerse alcune novità. L'istituto che era stato soppresso con la Riforma Fornero torna quindi a essere vigente attraverso una copertura finanziaria che è di 32 milioni di euro che sono stati recuperati attraverso il Fondo per interventi strutturali di politica economica. La situazione in cui versano i lavoratori precoci e lo stallo del Governo sulle misure che consentirebbero l'uscita dal mondo del lavoro è imbarazzante.

Altro requisito per l'accesso all'APe social disoccupati è che lo stato di disoccupazione sia frutto di licenziamento o di dimissioni per giusta causa.

Lo hanno presentato gli iscritti allo specifico comitato di lotta, da anni attivo sul territorio per tutelare i diritti di quei lavoratori che, in fabbrica, hanno respirato le polveri d'amianto, in molti casi per anni, ammalandosi e mettendo seriamente a rischio la propria salute.