Ape sociale Decreto firmato

Ape sociale Decreto firmato

Riforma pensioni: Ape sociale, come funziona?

Nella giornata di ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il primo dei tre decreti attuativi attesi, che renderanno effettive le misure introdotte con la legge di Stabilità.

- I lavoratori dipendenti o autonomi che svolgono attività usuranti o gravosi da almeno sei anni in via continuativa e abbiano maturato 36 anni di contributi.

I soggetti che hanno diritto al beneficio riceveranno un trasferimento monetario direttamente dall'Inps, pari alla pensione certificata al momento della richiesta (se è inferiore a 1.500 euro lordi) o direttamente 1.500 euro lordi (se la pensione futura certificata fosse maggiore). Il testo dovrà avere l'Ok del Consiglio di Stato prima di poter essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L'Ape Sociale è interamente a carico dello Stato, trattasi di un anticipo pensionistico rappresentato da un reddito ponte di natura assistenziale fino ad arrivare a maturare i requisiti per la pensione.

Non ci sono novità rispetto a quanto anticipato dai media in questi mesi. I nati tra il 1952 e il 1955 disoccupati e senza ammortizzatore dovranno avere 30 anni di contributi se assistono familiari di 1°grado con disabilità grave o se sono portatori di una invalidità superiore o uguale al 74%. Tuttavia, Morena Piccinini avverte che non sarà una passeggiata riuscire ad accedervi, perché "bisognerà fare i conti con le complesse operazioni di verifica individuale dei requisiti richiesti, ma soprattutto con i tempi contingentati per la presentazione delle domande, imposti dalla norma".

Vista la situazione, l'Inca in qualità di patronato avrà un compito non semplice, ma proprio attraverso i suoi canali comunicativi cercherà di informare i potenziali beneficiari sui passi da compiere per raggiungere il "traguardo" dell'Ape social, che riguarda anche alcuni lavoratori precoci. Come ricorda pensionioggi.it, con il ddl a prima firma Gnecchi, si voleva fare in modo che valgano anche i contributi figurativi e da riscatto per coloro che non erano occupati alla data del 28 dicembre 2011 (condizione posta dalla deroga alla Legge Fornero per la pensione a 64 anni, insieme alla cosiddetta Quota 96 entro il 31 dicembre 2012).

La misura pensionistica sociale è finanziata nel 2017 con 300 milioni; nel 2018 con 609 milioni; nel 2019 con 647 milioni; nel 2020 con 462 milioni, nel 2021 con 281 milioni, fino ad esaurirsi completamente negli anni successivi.