Amianto, anche a Torino la Giornata in memoria delle vittime

Amianto, anche a Torino la Giornata in memoria delle vittime

Oggi ricorre la giornata mondiale dedicata alle vittime dell'amianto che in tutto il mondo ha seminato vittime e tragedie alla classe dei lavoratori costretti inconsapevolmente al contatto con i materiali industriali dove l'amianto era predominante. Piante che rappresentano la lotta che il territorio casalese ha realizzato negli anni e che continuerà a portare avanti in tema di amianto. Una realtà che il Piemonte conosce purtroppo molto bene. L'avvocato di Latina Ezio Bonanni, Presidente dell'ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni ormai si occupa di rappresentare e tutelare lavoratori e cittadini esposti e le vittime dell'amianto spiega che l'epidemia delle malattie correlate all'esposizione all'amianto, è ancora largamente in corso perché i tempi di latenza possono arrivare fino a 40-50 anni. I luoghi più a rischio?

Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l'amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l'utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione.

I morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, tristemente famosa per l'ILVA ed il "Magazzino 53", una sorta di deposito di amianto all'interno dell'Arsenale Militare, sono stati 121, addirittura la metà di quelli censiti nell'intera Puglia dal Registro regionale. "I nuovi casi di mesotelioma registrati in Liguria ogni anno sono circa 180 e il picco delle malattie insorte è previsto per il 2020", hanno concluso Camera del Lavoro, Fiom e Spi.

L'Osservatorio Nazionale Amianto, anche sulla base delle risultanze dell'ultima monografia IARC, ha chiesto un ulteriore aggiornamento delle tabelle Inail, con l'inserimento di tutte le patologie neoplastiche nella lista 1 rispetto all'attuale collocazione rispettivamente nella lista 2 e 3. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano. Ciò non può essere più sopportato!

In Italia i dati sono allarmanti: una esposizione di 40 mila tonnellate che provocano oltre 6 mila vittime da amianto e patologie da asbesto correlate. La piattaforma web www.onarepac.it mappa e censisce tutti i casi di patologie asbesto correlate, ovvero quello patologie che si sospetti abbiamo origine dall'esposizione ad amianto.

- 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da "I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum".

- 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.

- 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto. Tito Boeri, Presidente dell'INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l'amianto presente nel territorio nazionale.