Addio a Gianni Boncompagni: tanti vip al suo funerale COMMENTA

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A seguire, intorno alle 14, si terrà una cerimonia laica: "Sarà breve e sobria - spiega la figlia, Paola Boncompagni - con l'intervento di alcuni amici che ricorderanno papà".

"Queste scale le facevano sempre ridendo pronti a fare delle malefatte non solo radiofoniche ma anche nella vita, sfottendo tutti quelli che lavoravano in via Asiago per noi era fondamentale - sorride Renzo Arbore - Questo tributo Gianni se lo meritava, ha rinnovato la tv d'autore abbiamo visto un repertorio straordinario e ci accorgiamo che erano dei veri capolavori - ha aggiunto - ha inventato la regia moderna, ha illuminato la televisione in una maniera straordinaria ha portato l'allegria e i primi piani". Gli ho dato tanti bacini.

Il mondo dello spettacolo in grande lutto, l'innovatore e il rivoluzionario della Tv, Gianni Boncompagni ci lascia a 84 anni, il suo nome decisamente legato a storici ed indimenticabili programmi della televisione italiana, come: "Domenica in" e "Non è la Rai".

LA CARRIERA - Ma la carriera di Boncompagni non è certo solo Ambra e Non è la Rai.

"Gianni se n'è andato piano piano - ha confidato - ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno". Davanti al feretro, una versione del Ritratto di giovane donna del pittore fiammingo Rogier van der Weyden riveduta e corretta, con la faccia di Boncompagni, in omaggio allo humour del grande autore radiofonico e televisivo. Parliamo del resto dell'uomo che ha plasmato la TV generalista così come la conosciamo. Ma io ho potuto vivere con lui e godermi Gianni in casa sua con le sue tre figliole. "Lavorare con lui e' stata la piu' grande cosa che si potesse avere".

Boncompagni era nato ad Arezzo il 13 maggio del 1932. Ma hanno preso la parola anche i nipoti, che hanno ringraziato il nonno per tutto quello che ha insegnato loro, "soprattutto a scherzare". Per Isabella Ferrari "Gianni è stato una storia d'amore romantica, incontrata in tenera età". Sei stato importante per me. Quando lo vidi la prima volta stavano registrando Bandiera Gialla. Dal 1987 al 1990 curò l'ideazione e la realizzazione di Domenica In, dove sdoganò Edwige Fenech - già famosa come icona sexy grazie ai film scollacciati degli anni Settanta - e Marisa Laurito, che grazie a lui consolidò la sua fama televisiva.