Voucher, su cosa si voterà al referendum del 28 maggio

Voucher, su cosa si voterà al referendum del 28 maggio

Il prossimo 28 maggio si voterà sui referendum promossi dalla CGIL sui voucher e sugli appalti. Il lavoro di coordinamento nella maggioranza è affidato al capogruppo dem Ettore Rosato con l'obiettivo di approvare il testo domani in commissione e trasformarlo in un decreto da approvare già venerdì in consiglio dei ministri.

Si è svolto nell'aula Magna dell'Unical l'assembla della Cgil che apre la campagna elettorale in vista del referendum proposto dallo stesso sindacato sulla Riforma del Lavoro approvato dal Governo. In questo ultimo caso, di abolizione dei voucher e di recepimento del quesito referendario sugli appalti, il referendum sarebbe completamente superato. "Il governo ha paura del voto?". Fino a questa mattina l'ipotesi in campo era quella di emendare il testo adottato dalla Commissione Lavoro della Camera e di varare una ulteriore stretta che venisse incontro alle richieste della Cgil con l'eliminazione anche delle imprese senza dipendenti dalla lista degli utilizzatori dei buoni lavoro, lasciandoli a disposizione solo delle famiglie. Il quesito più delicato è quello che si riferisce ai buoni di lavoro e che chiede l'abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio contenute nel Jobs act.

Cancellazione dei voucher, ossia i buoni lavoro, e reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. "Siamo disponibili a ragionare sulla loro permanenza se i voucher riguarderanno solo le famiglie e non già la pubblica amministrazione e le imprese". "Penso - ha detto Boeri a margine di una iniziativa al Senato per ricordare la figura di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato dalle brigate Rosse - che il dibattito si debba concentrare sui numeri".

Il referendum lo scorso gennaio venne considerato ammissibile dai giudici della Corte Costituzionale che evidenziarono come nella disciplina che regola i voucher "viene a mancare qualsiasi riferimento alla occasionalità della prestazione lavorativa quale requisito strutturale dell'istituto". "Per questo sono convinta che il quorum si raggiungerà".

Dall'altro lato c'è invece la linea Ncd, condivisa anche da una parte del Pd. Agli inizi del 2016 i sindacati sono sempre più in allerta; la Cgil è in prima fila e ne chiede la totale abrogazione, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti annuncia una stretta con un sistema di tracciabilità inserito in un provvedimento nel mese di settembre. "Oggi - ha aggiunto Camusso - abbiamo incontrato i dottorati, il personale tecnico-amministrativo, gli abilitati e i collaboratori, in pratica tutte le forme di precariato che si sono sovrapposte nel nostro Paese". A suo parere, la proposta di legge "non coglie l'origine del quesito referendario, essendo Parlamento e Governo lontani dall'affrontare il tema di merito".