Vertice a quattro Ue, Gentiloni "C'è bisogno di un'Europa sociale"

Vertice a quattro Ue, Gentiloni

Un'Europa in cui chi rimane indietro non consideri l'Ue come una fonte di difficoltà ma come una risposta alle proprie difficoltà. "Servono passi avanti nella difesa comune", ha aggiunto, per "proteggere la nostra sicurezza", e su questo tema "Francia, Italia, Germania e Spagna sono d'accordo". "È giusto e normale che i Paesi possano avere ambizioni diverse e che a queste ambizioni ci siano risposte diverse, mantenendo il progetto comune". Si prepara qui l'appuntamento del 25 maggio che oltre a celebrare i sessant'anni del Trattato di Roma, certificherà l'uscita del Regno Unito e l'avvio di una Unione di fatto rifondata e che userà le geometrie variabili per mettere alla porta chi a Bruxelles va solo per frenare. Un punto ribadito anche da Hollande.

L'Ue deve saper dimostrare "la solidarietà a 27, ma anche la capacità di avanzare a ritmi diversi" tra i diversi Paesi, ha detto Hollande parlando di "nuove forme di cooperazione differenziata". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a Versailles al termine del vertice dei capi di Stato e di governo di Italia, Francia, Germania e Spagna. Voluta dal presidente francese Francois Hollande e sostenuta dall'Italia di Paolo Gentiloni che tra qualche giorno ospiterà a Roma il Consiglio europeo. "Abbiamo tutti l'obbligo di continuare la costruzione europea e dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi possano andare avanti più rapidamente di altri". "L'Europa che rinuncia alla sua dimensione politica sarebbe una regressione", ha detto ancora Hollande, spiegando che la priorità oggi è la sicurezza. "La nostra responsabilità è che nell'ambito della Nato contribuiamo alla nostra difesa, il che presuppone un'Europa della Difesa", ha spiegato il presidente francese.