Tensione diplomatica tra Turchia e Germania, Erdogan attacca Merkel: "Sostieni i terroristi"

Tensione diplomatica tra Turchia e Germania, Erdogan attacca Merkel:

Ha continuato: "Ora l'Europa non smette di parlare dei nostri ministri, dei nostri deputati, e non parla più del Pkk e di Feto", riferimenti al Partito dei lavoratori del Kurdistan e alla rete del religioso in autoesilio negli Usa Fethullah Gulen, che Ankara definisce terrorista e accusa di aver orchestrato il fallito golpe del luglio scorso. "È finito il ballo in maschera", ha proseguito Erdogan, in un apparente riferimento alla manifestazione dei curdi ieri a Francoforte, in cui sono stati esibiti simboli a favore del Pkk, considerato gruppo terrorista anche in Germania. La cancelliera ha poi spiegato che il governo "si riserva il diritto di riesaminare le autorizzazioni concesse fino a oggi per la partecipazione ai comizi elettorali".

Dopo l'approvazione del Parlamento, secondo le norme attuali, un disegno di legge deve essere firmato dal capo dello Stato per diventare legge e Erdogan ha detto: "Per quanto mi riguarda lo approverà senza esitazioni", riporta Deutsche Welle. Il motivo è la richiesta di spiegazioni su presunte minacce nei confronti di alcuni cittadini con doppia cittadinanza: i media danesi avrebbero infatti avuto notizia di alcuni cittadini turco-danesi minacciati di una denuncia per "alto tradimento", a causa di commenti anti-Erdogan sui social media.

"Grazie a Dio è stato arrestato e tu ci stai chiedendo indietro un agente terrorista", ha dichiarato Erdogan, aggiungendo che verrà processato da un sistema giudiziario indipendente. Il corteo, dove sono state sventolate bandiere del Pkk, ha sfilato per dire "no" al referendum costituzionale del prossimo 16 aprile. "Siamo tolleranti, ma non siamo degli imbecilli - ha detto Gabriel - Ho fatto sapere molto chiaramente al mio omologo turco che con quelle dichiarazioni è stato oltrepassato un limite".

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Nel bene o nel male, Berlino e Ankara mantengono legami inestricabili. A rimetterci saranno, però, come sempre, i migranti.