Sole 24 ore: dieci indagati per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita

A questi ultimi, i pubblici ministeri, contestano "in concorso tra loro" e, in aggiunta "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso" di avere rappresentato "fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e in particolare sulla vendita cartacea e delle copie digitali e sui ricavi ad esse connessi".

Agenpress - Perquisizioni della Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sui conti del gruppo Sole 24 ore. I tre devono rispondere di false comunicazioni sociali. La casa editrice, lo ricordiamo, è una controllata di Confindustria.

Da una parte la sottoscrizione, considerata falsa, di decine di migliaia di abbonamenti digitali ( nel dettaglio 109.500 copie digitali multiple dichiarate nel marzo 2016 dalla casa editrice, numeri che secondo la Procura sono stati "enfatizzati").

Nel dicembre scorso la Guardia di Finanza di Milano aveva acquisito, su mandato della Procura, i verbali del consiglio d'amministrazione dal 2010 e l'internal audit sulle copie digitali multiple del "Sole 24 Ore". In questo secondo filone i fari si puntano sulla società Di Source Limited, che avrebbe aumentato gli abbonamenti digitali.

Nel decreto di perquisizione in cui risultano 10 indagati per l'inchiesta sul 'Sole 24 Ore', si fa riferimento, in relazione all'accusa di false comunicazioni sociali, a due documenti che conterrebbero false informazioni: la relazione semestrale del 2015 e il resoconto intermedio di gestione dello stesso anno.

Attualmente risultano indagate già 10 persone.

Poi figurano, in un altro filone e per il reato di appropriazione indebita di circa 3 milioni di euro, anche il fratello del deputato, l'imprenditore Giovanni Paolo Quintarelli, l'ex direttore finanziario del gruppo Massimo Arioli, l'ex direttore dell'area vendite Alberto Biella, il commercialista Stefano Poretti, e Filippo Beltramini, direttore di una società inglese controllata da 'Di Source', società anch'essa inglese che si occupava della vendita degli abbonamenti digitali.

In attesa di capire quali pieghe prenderà la vicenda, i nuovi vertici del Sole 24 Ore hanno voluto assicurare la massima collaborazione con gli inquirenti: "Con riguardo alle iniziative assunte in data odierna dall'autorità giudiziaria di Milano - si legge nella nota - i nuovi vertici del Gruppo 24 Ore, impegnati come noto nell'azione di risanamento e rilancio della società, ribadiscono la propria volontà a fornire agli organi inquirenti la massima collaborazione per l'accertamento dei fatti, confermando che agiranno con determinazione a tutela degli interessi della società".