Scuola, venerdì insegnanti in piazza per lo sciopero generale proclamato dai Cobas

Scuola, venerdì insegnanti in piazza per lo sciopero generale proclamato dai Cobas

Per protestare contro tutto questo abbiamo indetto su tutto il territorio nazionale, insieme ad Anief, Usb, FederAta e Orsa, per il 17 marzo lo sciopero generale della scuola, sciopero da cui si sono sottratti i Cinque sindacati "rappresentativi", impegnati in una rinnovata pantomima concertativa con la ministra Fedeli, che, per garantirsi tale complicità, ha contato sull'unico "titolo" che aveva a disposizione per la scalata al MIUR, ossia il suo passato ruolo di segretaria generale della Federazione dei Tessili CGIL. Sono previste manifestazioni a Roma davanti al ministero dell'Istruzione, e in diverse città: Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo, Catania.

Indetto lo sciopero generale contro la legge 107: anche a Catania la manifestazione. Una seconda rappresentanza ferrarese si mobiliterà a Bologna per far sentire la propria voce in più piazze.

Per spiegare le motivazioni alla base dello sciopero, il sindacato USB fa riferimento anche al referendum costituzionale: "il 4 dicembre il mondo della scuola ha contribuito in modo concreto e forte alla vittoria schiacciante del no: con un solo voto i lavoratori della scuola hanno bocciato sia la riforma costituzionale che la "buona scuola". Tutti stratagemmi che segnano la caduta irreversibile dell'autonomia didattica e il totale asservimento dei lavoratori al potere crescente dei dirigenti scolastici".

E ancora, si pretende che "si cominci a vedere la fine del più lungo blocco contrattuale di questa Italia, destinando i fondi del "merito", della carta del docente e anche del fondo di istituto alla contrattazione nazionale per un aumento che garantisca a docenti e Ata il recupero non meno di quel 20% di salario perso; sia garantita l'assunzione su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto per i precari che vantano almeno 36 mesi di servizio; e che venga ampliato l'organico del personale Ata e ci sia l'eliminazione delle restrizioni nelle nomine dei supplenti". Nel dettaglio, a causare la reazione dei sindacati sono gli otto decreti attuativi della legge 107 che attualmente stanno affrontando l'esame delle Commissioni parlamentari. "Nell'anno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario della legge 104 non è possibile tacere e veder tornare indietro il nostro sistema scolastico".