Pipì in piscina, ecco quali sono i rischi per la salute

Pipì in piscina, ecco quali sono i rischi per la salute

Per risolvere questo problema, i ricercatori dell'Università di Alberta, in Canada, hanno cercato di identificare una sostanza che potesse fare da "spia", rivelando la presenza di urina nell'acqua e permettendo addirittura di stimarne la quantità. Non è una nuova strana mania o una pratica dell'epoca New Age, ma una realtà per chi frequenta le piscine. E la cosa non è per nulla piacevole né salutare.

I ricercatori canadesi suggeriscono quindi di usare l'acesulfame potassico per monitorare la quantità di urina nelle piscine e far sì che rimanga entro livelli di sicurezza dal punto di vista igienico.

Dalle analisi, pubblicate sulla rivista Environmental Science & Technology Letters, è emersa una concentrazione di acesulfame potassio che varia da 30 a 7.110 nanogrammi per litro di acqua, livelli fino a 570 volte superiori rispetto a quelli trovati nella normale acqua del rubinetto pulita. "Penso che chiunque faccia pipì in piscina - ha detto Michael Phelps in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012 -". Nello specifico, gli scienziati hanno misurato la quantità di un dolcificante artificiale (l'acesulfame K o ACE) che viene espulso con l'urina, per cui la sua presenza nell'acqua denuncia che qualcuno ha fatto la pipì. Le misurazioni finali della pipì presente sono state ottenute facendo un confronto con la quantità di acesulfame potassico mediamente presente nell'urina dei canadesi. Grazie a questi dati, i ricercatori hanno stimato che nel giro di tre settimane i nuotatori avevano addirittura liberato qualcosa come 30 litri di urina in una piscina e addirittura 75 litri in una grande il doppio. L'escrezione media di urina per nuotatore in piscina è di circa 70 ml. Lindasay Blackstock, che ha condotto la ricerca afferma che lo studio è stato promosso per educare le persone al rispetto verso gli altri. "L'alta concentrazione di ACE nel 100% delle piscine e vasche idromassaggio dimostra l'impatto umano sulla qualità dell'acqua - conclude Xing-Fang Li - L'associazione dell'asma professionale nei nuotatori con i sottoprodotti di disinfezione volatili (DBP) mette in evidenza la necessità di controllare la qualità dell'acqua delle piscine".