Pd: Miceli, da Orlando gaffe di pessimo gusto

Una batosta che intacca pesantemente la credibilità di Renzi Jr.in vista delle Primarie, perché ora sorge il dubbio se fosse a conoscenza o meno delle faccende di Renzi Sr. "Non facciamo battute sui disoccupati, quelli veri", ha detto il rottamatore spiegando di aver avviato una serie di iniziative personali.

"E' sbagliato il gioco delle alleanze". Chiedo che si vada a processo, si emetta sentenza perché i giudizi non si fanno sui giornali. E infine gli attacchi, in primis agli sfidanti Renzi e Orlando, ma anche le frecciate sul Tesseragate e sull'inchiesta Consip: "Dimissioni? Tutte questioni che qui sono facilmente comprensibili". E la battaglia europea sarà importantissima. "Fino al febbraio 2018 il percorso della legislatura è previsto dalle leggi dello Stato".

Renzi conferma la solidità del suo rapporto con Gentiloni: "Giochiamo con la stessa maglia, nella stessa squadra, non conta chi fa gol". "Forse e' anche merito della nostra candidatura", ha detto il presidente della Puglia al circolo romano di via dei Cappellari.

"Non parlerò male degli altri, grande rispetto per Emiliano". Non giochiamo sulla pelle della gente alle primarie. "Sui vaccini per prendere un voto in più si perde la faccia e la dignità del Pd". I sondaggi rilevano l'ex presidente del Consiglio sopra alla soglia della maggioranza assoluta, con Andrea Orlando e Michele Emiliano distanti separati ma vicini se uniti. Che è accusato di traffico di influenze illecite anche perché l'iniziale del suo nome -T- è stata trovata, scritta dall'arrestato Alfredo Romeo, in un pizzino accanto alla cifra di 30 mila euro mensili: un pizzino strappato ma recuperato fra le immondizie e ricomposto dai Carabinieri del nucleo operativo ecologico, prima che il capo della Procura di Roma decidesse di rivolgersi nelle indagini ad altri Carabinieri per fermare le troppe fughe di notizie. Ci sono politici che sperano che le cose cadano nel dimenticatoio. "Ci sono due dimensioni diverse - ha aggiunto - Una è la dimensione del figlio, che quando vede il padre in difficoltà è umanamente preoccupato". Ho servito la bandiera del mio Paese - afferma. "Io sto dalla parte dei giudici", ribadisce Renzi. "Riflettere, dialogare e, soprattutto, decidere - aggiunge Bevacqua - che tipo di Italia intendiamo proporre all'elettorato: recuperare le ragioni della dialettica costruttiva, dell'innovazione finalizzata alla crescita, di una classe dirigente che comprenda quanto la scommessa sul Mezzogiorno sia il vero perno di un cambio di rotta per l'intera nazione, di una cultura di governo che non si sottrae alle proprie responsabilità, ma sa rispondere con scelte chiare alla nullità, al nichilismo della protesta fine a sé stessa".