Palermo, nuove scritte contro don Ciotti: "Sei uno sbirro, assassino"

Palermo, nuove scritte contro don Ciotti:

Contro l'omertà e l'indifferenza, è stato il monito di don Ciotti, non serve l'eroismo ma "coraggio e umiltà che richiedono generosità e responsabilità". La scritta è apparsa nel quartiere Noce di Palermo e nello specifico su un muro all'ingresso di una villetta pubblica intitolata a Rosario Di Salvo, autista di Pio La Torre ucciso con il segretario regionale del Pci il 30 aprile del 1982, con la vernice nera; poco distante, un'altra scritta nella quale si legge "Dalla Chiesa assassino" con il disegno di una falce e martello e la firma Br.

Le più rosee previsioni, infatti, sono state superate dai numeri straordinari della giornata, sia in terra di Calabria, sia nel resto d'Italia: 25mila presenze a Locri - secondo il dato fornito dalle autorità di pubblica sicurezza - e mezzo milione di persone scese in piazza negli altri 4mila "luoghi di speranza" organizzati dalla rete nazionale di Libera. "Se leggo oggi 'don Ciotti sbirro', la prendo non come un'offesa ma come un complimento".

Il Centro Studi Pio La Torre ha sottolineato, in una nota, che "le mafie nel momento in cui hanno raggiunto il punto più basso della loro storia sanguinaria si sono ridotte a scritte notturne che non fanno spaventare più nessuno. Ho immediatamente disposto la cancellazione di quelle scritte che nulla hanno a che fare con il percorso antimafia della città di Palermo, oggi orgogliosamente non più governata dalla mafia". Sono intervenuti i carabinieri e hanno fatto cancellare le scritte.

Intanto dal mondo del calcio potrebbe arrivare un forte segnale di solidarietà e vicinanza alla causa: Claudio Lotito, presidente della Lazio si è detto disponibile ad inserire sulle maglie del club biancoceleste una scritta in onore della sua associazione di don Ciotti, con il quale il patron laziale ha avuto modo di confrontarsi in occasione del XV Congresso nazionale Us Acli in corso a Roma in questi giorni. Perché lo si vuole nascondere? "Non dobbiamo temere la verità", ha commentato il fondatore di Libera.