Olanda al voto. Vincono i liberali di Mark Rutte

Olanda al voto. Vincono i liberali di Mark Rutte

"Alcuni paesi europei (su tutti Olanda e Germania ree di aver vietato comizi a sostegno della riforma costituzionale voluta da Erdogan ndr) sono diventati i giocattoli di partiti razzisti e fascisti". L'affluenza alle urne è stata molto alta: 81%. Geert Wilders - il leader che in campagna elettorale aveva chiamato feccia i marocchini olandesi e chiesto la chiusura delle moschee e il divieto alla vendita del Corano - cresce, passa dagli attuali 15 deputati ai 20 della prossima Camera.

Al quarto e quinto posto si posizionano i Cristiano-democratici e i liberali-progressisti, che hanno ottenuto entrambi 19 seggi.

L'insuccesso della sinistra è evidente, con i laburisti che perdono 29 seggi, e i Verdi che quasi quadruplicano i parlamentari. E la premier scozzese Sturgeon indice un nuovo referendum per l'indipendenza, e chiarisce a Londra che si oppone che "il referendum deve essere definito dal Parlamento nazionale scozzese". È stata premiata la "leadership responsabile" di Rutte, che potrà di nuovo guidare una coalizione di governo? Il premier avrà quindi bisogno di almeno tre alleati per raggiungere la maggioranza. L'altro candidato in corsa per la vittoria Mark Rutte, premier e leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, continua a mantenere un leggero vantaggio sull'avversario. Hanno scelto la stabilità e riconfermato Rutte per un terzo mandato. Un referendum che era stato trainato dalla forza di Wilders, il leader più carismatico della politica olandese, da sempre al centro dell'attenzione mediatica per le sue provocazioni contro immigrati e islamici. Mettendo insieme e combinando tutte le cifre: una catastrofe per chi ha retto l'esecutivo, l'evidenza che il radicalismo premia, a destra come a sinistra, la conferma che i cosiddetti partiti di sistema faticano a leggere gli umori profondi delle società occidentali. Ma tutti gli altri partiti chiave, per ora, hanno chiuso le porte ad una possibile coalizione con il "Partito per la Libertà"". Ogni Paese è storia a sé, ovviamente.

Quanto a Oriana Fallaci, Wilders riconosce nella giornalista italiana il merito di chi ha capito prima di altri il pericolo islamico e qualche anno fa, in un tour italiano disse esplicitamente che il suo partito era "ispirato a lei". Il voto Orange dice che essere differenti non è necessariamente un problema, che la comunità fra le genti è una scelta che arricchisce, e che se si fanno le riforme giuste alla fine gli elettori lo capiscano e ti votano. Nel pieno della tempesta diplomatica tra L'Aia e Ankara per il divieto di ingresso in Olanda ai ministri turchi, entra per la prima volta con il proprio simbolo nel Parlamento dei Paesi Bassi il partito antirazzista DENK, fondato da due turchi olandesi, Tunahan Kuzu e Selcuk Ozturk. Gli ha fatto eco il capo di gabinetto della cancelleria, Peter Altmeier, fedele di Merkel, che ha scritto sul social network: "Olanda, oOanda, sei un campione!", "congratulazioni per questo fantastico risultato".

28 i partiti che si presenteranno al voto. Non va però sottovalutato il peso di Wilders in questa campagna elettorale, giocata praticamente su uno schema "uno contro tutti"; molti temi tradizionalmente vicini al suo partito sono diventati centrali nelle campagne di altre formazioni.