NN Investment Partners: il voto olandese non spaventa i mercati

NN Investment Partners: il voto olandese non spaventa i mercati

"Grazie per questa vittoria che avete dato all'Olanda, ma anche all'Europa - ha detto Rutte ai suoi sostenitori - adesso siamo impegnati per mantenere il paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere". Si è fermato al 13,1% il Partito della libertà (populisti euroscettici) di Geert Wilders, che guadagna 5 seggi rispetto al 2012 ma si aggiudica solo 20 seggi.

Al quarto e quinto posto si posizionano i Cristiano-democratici e i liberali-progressisti, che hanno ottenuto entrambi 19 seggi. Boom dei Verdi (seggi quadruplicati), crollo dei Labouristi ai minimi storici.

L'affluenza alle urne è stata altissima, intorno all'82%. E penso che se ci fosse stato un ballottaggio tra Wilders e Rutte, il risultato avrebbe potuto essere completamente diverso. Ciò inoltre, siccome il primo round delle elezioni francesi si terrà poco più di un mese dopo, potrebbe rafforzare la popolarità della sua simpatizzante francese Marine Le Pen del Fronte Nazionale, e ciò metterebbe ancora più benzina sul fuoco del crescente populismo anti UE. Chi vincerà l'ultradestra populista di Geert Wilders o il Partito liberale del premier Mark Rutte? Una situazione che potrebbe rendere il Pvv un contendente ancora più temibile fra qualche anno, se la coalizione di governo non troverà il modo di formulare una proposta politica convincente. Questo fascismo che mostra la sua faccia peggiore ha ripercussioni negative su tutti i musulmani e gli stranieri che vivono in Europa. Ma è inutile dire che la strada è lunga e difficile e che l'appuntamento vero si avrà a Parigi a cominciare dal 23 aprile. In Olanda l'economia va bene (nel 2016 il PIl è cresciuto del 2,1 per cento, la disoccupazione è al 6 per cento), il 90 per cento della popolazione si dichiara "felice", ma restano una inquietudine di fondo e una percezione di insicurezza, favorite dalla presenza di 2 milioni di immigrati non europei su una popolazione totale di 17 milioni. Classe 1963, cattolico di formazione, nemico dell'immigrazione selvaggia, degli islamici che invadono l'Europa e l'Olanda, nazionalista e fiero avversario della Ue e dell'euro che sta devastando anche l'Olanda e grande ammiratore - oltre che della Fallaci - del regista assassinato Theo Van Gogh e della dama di ferro Lady Tatcher, Geert Wilders è la spina nel fianco delle euroburocrazie di Bruxelles e di tutte le oligarchie Ue. I laburisti del Pvda incassano un forte calo, passando a nove seggi rispetto ai 38 precedenti. Alla vittoria di Rutte hanno giovato la ripresa economica e l'aver tenuto testa ad Ankara nello scontro diplomatico degli ultimi giorni, occasione abilmente sfruttata dal leader del VDD.

"Tutti insieme per cambiare e rilanciare l'Unione (Europea)". Dall'altra parte, Wilders aveva affermato che "succeda quel che succeda nel voto", nulla frenerà l'avanzata del populismo, come dimostreranno anche tedeschi e francesi quando quest'anno toccherà a loro recarsi alle urne. Bisognerà capire chi potrà fare da supporto tra gli altri partiti: Wilders si è già offerto, ma il suo sostegno è stato rifiutato da tutti. E a questo punto la coalizione si dovrebbe formare tra i liberali di Rutte, che verrebbe riconfermato premier, i cristiani democratici e i progressisti del D66, che vengono reputati fortemente a favore dell'Europa.