Marco Travaglio e il silenzio dei 5 Stelle su Putin e Navalny

Marco Travaglio e il silenzio dei 5 Stelle su Putin e Navalny

I giudici russi hanno deciso di condannare Alexei Navalny, oppositore di Putin e organizzatore delle manifestazioni contro la corruzione di domenica 26 marzo, a 15 giorni di carcere con l'accusa di aver disobbedito a un agente di polizia durante le proteste.

Netta presa di posizione di Unione europea e Stati Uniti dopo la raffica di arresti durante la grande manifestazione anti-governativa di ieri a Mosca e in altre città della Russia.

Era dal 2011-2012 che non si assisteva a manifestazioni di questa portata in Russia: all'epoca il governo aveva risposto inasprendo pesantemente le leggi che regolamentano il diritto di manifestare, rendendo molto più semplici gli arresti dei manifestanti da parte della polizia. Ha inoltre ricevuto un'ammenda di 325 euro per aver organizzato una manifestazione non autorizzata nel centro di Mosca.

VASILY MAXIMOV Fermato a Mosca l'attivista e blogger Alexey Navalny, oppositore del presidente Vladimir Putin. Le edizioni principali dei telegiornali serali in onda su Rossiya-24 hanno totalmente ignorato la notizia. "Molte persone si trovano sugli autobus che si stanno dirigendo verso le stazioni di polizia", ha scritto la Tass, aggiungendo che nella gran parte dei casi si prospettavano una "violazione amministrativa" e il successivo rilascio immediato. Anche in presenza di divieti nei confronti di specifici cortei, i manifestanti sono scesi in strada sia a Mosca che a San Pietroburgo.

Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi "Figli di Putin" racconta dei paesi, dalla Romania al Brasile alla Russia, in cui la gente scende in piazza addirittura contro la corruzione e financo in difesa dei magistrati anticorruzione. Washington si è detta preoccupata per l'arresto di Navalny ad un anno dalle elezioni presidenziali russe, alle quali il blogger ha detto di voler partecipare. In un comunicato, ha sottolineato che i fermati "esercitavano i loro diritti alla libertà di espressione e assemblea pacifica", quindi il loro fermo "crea problemi in relazione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali".