Marco Cappato rischia il carcere per la morte di DJ Fabo?

"Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato". Lo ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco, precisando anche che il fascicolo verrà assegnato, quando arriverà la denuncia, al pm Tiziana Siciliano, che coordina il pool 'ambiente, salute e lavorò. E quindi noi andiamo avanti. "Ora lo Stato ha due strade: o fare finta di nulla, nel senso che essendosi tutto svolto fuori dall'Italia fa finta di non sapere niente - ha concluso Cappato - oppure incriminarmi e io spero che lo faccia". Ma in Italia questo non è ancora possibile. "È aberrante mettere sullo stesso piano gli ebrei sterminati e le persone che scelgono di morire", ha commentato Cappato. "Anche lo scrittore Marco Missiroli ha preso posizione sul social newtork": "Quando darete a DJ Fabo quello che è di DJ Fabo?". Fabo aveva compiuto 40 anni il 9 febbraio scorso, era cieco e tetraplegico in seguito a un grave incidente stradale.

"L'esilio della morte è una condanna incivile", afferma l'Associazione Luca Coscioni. "La politica invece sembra incapace di dare una risposta ai cittadini, ma deve comprendere che il vuoto normativo porta all'illegalità". Non ci troviamo in una zona grigia: siamo in piena "zona nera" fatta di clandestinità e soprusi. "La legge sul testamento biologico al vaglio della Camera rappresenta un importantissimo primo passo in questa direzione", prosegue l'Associazione Luca Coscioni. L'unico atteggiamento che non possiamo tollerare è il silenzio.

Non è noto in quale clinica svizzera si sia recato Dj Fabio, ma nella confederazione elvetica organizzazioni quali Exit et Dignitas forniscono un'assistenza al suicidio nel quadro previsto da un articolo del Codice penale in virtù del quale l'assistenza al suicidio non è punibile se non vi sono "motivi egoistici".