Mal di schiena e morte prematura sono collegati: lo studio

Mal di schiena e morte prematura sono collegati: lo studio

Il mal di schiena, che affligge 8 italiani su 10 e rappresenta una delle prime cause di assenza dal posto di lavoro, da oggi ha un responsabile in più: il gene del recettore della vitamina D. A rivelarlo è una ricerca dell'Università di Sydney e pubblicata sulle pagine dell'European Journal of Pain.

Lo studio, condotto della dott.ssa Alessandra Colombini, ricercatrice del Laboratorio di Biotecnologie applicate all'ortopedia, si colloca in un progetto europeo di più ampio respiro, GENODISC, che ha coinvolto l'IRCCS Galeazzi dal 2007 al 2013, in particolare l'unità operativa di Chirurgia Vertebrale III - scoliosi, guidata dal dott.

Hanno poi comparato tali statistiche con il numero delle morti.

Analizzando un campione statistico pari a 4390 fratelli gemelli, tutti di età compresa tra i 70 e i 102 anni, e sottoponendo i volontari ad apposite viste mediche, i ricercatori australiani hanno infatti notato come coloro che lamentassero al presenza di dolori alla schiena in modo frequente tendessero mediamente a vivere di meno rispetto ai loro gemelli e come il mal di schiena portava in dote una probabilità aumentata di incappare in una morte precoce pari al 13%.

Ciò che è emerso, appunto, è che le persone più anziane che denunciano dolore spinale hanno un rischio del 13 per cento i più di mortalità per anno di vita. Si tratta di un problema comune che molti sottovalutano, ma che invece va monitorato costantemente, soprattutto se si tratta di mal di schiena cronico. Le conseguenze del mal di schiena, sintomo ad esempio anche di tumori, possono peggiorare col passare degli anni, andando ad aggravare notevolmente il quadro clinico generale del paziente, fino ad arrivare a una morte prematura. "Benché non vi sia una correlazione indipendente con la durata di vita, il dolore alla schiena tende a creare un effetto domino, che impatta negativamente sulla salute e accresce la probabilità di morte prematura".

Per questo l'Oklahoma State University ha effettuato degli studi dimostrando come, quando si cambia il materasso, migliora la qualità del sonno del 62% e si riduce il mal di schiena di ben 55.3%.