Mafia Capitale, Sabella: "Carminati? Tutti sapevavo quale era e qual"

Mafia Capitale, Sabella:

"Ma quali servizi". Così Carminati ha risposto a una domanda del suo difensore Ippolita Naso, sottolineando che lo stesso ministro dell'Interno Marco Minniti, quando era sottosegretario con delega agli 007, ha smentito la circostanza. Ci hanno dato lavori sapendo già che non ci avrebbero pagato. E aggiunge: "Non mi risulta che siano state trovate... sì, non sono state trovate, non sono state usate... parlavamo di film visti la sera prima". Quelle erano le regole di ingaggio di quei tempi, mi sono fatto la galera e 40 interventi di ricostruzione. Quando a un certo punto si sarebbe accorto di essere seguito dagli investigatori: "Ho sempre vissuto sotto il loro controllo, so di che parlo". Per me è un'offesa essere tacciato di avere contatti o di essere nei servizi. "E' comunque meglio fare la guerra solo contro tutti e non la guerra di tutti contro uno". Il lavoro per me era Buzzi, non ero organico alla cooperativa.

Ha un'odore stantio di una vecchia cantina quel mondo che Massimo Carminati ricrea attorno a sé. Sì, il 21 aprile 1981 sono stato ferito, in un appostamento della Digos, stavano dentro un camion, hanno trovato 145 colpi poi nell'automobile, mi hanno colpito in faccia. "Se non ci fossi stato io, questo processo sarebbe stato una cosa ridicola, ma siccome ci sono io è diventato una cosa seria", ha proseguito Carminati.

Ozzimo era stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione in primo grado ed anche davanti alla Corte d'Appello Cavallone ha chiesto la stessa pena.

Per quanto riguarda la famosa formula, che titolò l'indagine, del "Mondo di Mezzo", intermediario fra la criminalità, quello "basso" e quello "alto" della politica e della imprenditoria, per Carminati erano solo "chiacchiere da bar, battute e sciocchezze, nessuna filosofia". L'unica illegalità è che dovevo nascondere i soldi perché ho la parte civile che vuole 20 miliardi per il furto al caveau e dunque dovevo nascondere i miei proventi, anche quelli legali. E poi me lo trovo qui a dirmi che ho minacciato di bruciargli il negozio?

Riguardo Buzzi, "er ceccato" prende le distanze da alcune sue dichiarazioni e dalla sua scelta processuale: "Era una macchina da guerra, quando doveva risolvere un problema si rivolgeva a tutti, si alzava la mattina per trovare i soldi degli stipendi di 1200 persone; questa storia è un vero peccato, gli voglio bene, è un grande imprenditore, anche se mi spiace per la sua scelta processuale, così si è tagliato tutti i ponti dietro". Non può essere considerato ridicolo il fatto che Roma presentasse un'amministrazione scalabile, che Roma presenti quella faccia di città corrotta che ha presentato al mondo. Io ho un 'occhio solo ma ci vedo bene - ironizza - Verso la metà del 2011, dopo una perquisizione che avevo subito da parte del dottor Minisci, nel momento dell'affidamento ai servizi sociali ero continuamente sotto osservazione. E non siamo mai stati messi assieme in carcere.