Ma quale privacy: Calabria e Sicilia, Antimafia chiede elenchi massoneria

Ma quale privacy: Calabria e Sicilia, Antimafia chiede elenchi massoneria

La richiesta dell'Antimafia e' avvenuta nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra mafie e massoneria. La guardia di Finanza di Roma ha perquisito le sedi nazionali delle quattro Obbedienze. Gli agenti hanno sequestrato ieri gli elenchi degli iscritti in Calabria e Sicilia dal 1990 del Grande Oriente d'Italia, della Gran Loggia Regolare d'Italia, della Serenissima Gran Loggia d'Italia e della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. E annuncia che "il Grande Oriente d'Italia si tutelerà in tutte le sedi italiane ed europee".

Anche il Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, Antonio Binni, sentito in Commissione lo scorso 25 gennaio, ha risposto di non poter aderire alla richiesta.

"Oggi è stata commessa una palese discriminazione nei confronti di una istituzione libera e secolare come la Massoneria e c'è stata una grave violazione della democrazia e delle leggi dello Stato". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. "Nel corso delle missioni in Calabria e Sicilia, della documentazione acquisita e delle audizioni finora svolte sono emersi preoccupanti elementi sul rischio di infiltrazione da parte di Cosa Nostra e della 'ndrangheta di settori della massoneria", ha spiegato in una nota la stessa Antimafia.

Chi, ha aggiunto, "ha riportato indietro le lancette della storia, arrivando a prendere provvedimenti che certi regimi in passato hanno attuato, si assuma oggi le proprie responsabilità".

I legali del Grande Oriente sono dunque già a lavoro. A offrire un indizio di dove voglia andare a parare l'antimafia, guidata dalla "cattolica adulta" Rosy Bindi, è il pentastellato Michele Giarrusso, l'unico avvocato favorevole alla pena di morte, che insiste sulla necessità di acquisire gli elenchi massonici non solo di Calabria e Sicilia ma anche e soprattutto della Toscana.

Il 18 gennaio Bisi è stato nuovamente convocato per una "audizione a testimonianza", ricorrendo per la prima volta, in questa legislatura, a tale strumento.

Il 24 e 25 gennaio scorsi sono stati invece sentiti Binni, Venzi e Criscuoli Tortora. Il termine perentorio era fissato per mercoledì 8 febbraio 2017.