Londra, ecco chi era l'attentatore

Londra, ecco chi era l'attentatore

"Masood non era sotto indagine e non c'erano informazioni di intelligence riguardo a sue intenzioni di lanciare un attacco terroristico - si legge in una nota della polizia britannica - tuttavia era noto alla polizia e aveva una serie di diverse condanne per aggressione, lesioni, possesso di armi e reati all'ordine pubblico".

Individui fra i quali, a quanto pare, può essere iscritto d'ufficio, post mortem, pure l'attempato Khalid Masood, 52 anni, nato nel Surrey inglese da una famiglia d'immigrati, ma cresciuto a Birmingham: capitale industriale delle Midlands tra i cui quartieri si concentra come in nessun altra area urbana del regno il cuore di tenebra del jihadismo d'importazione o made in Britain.

L'assalitore ha percorso il ponte di Westminster alla guida di una Hyunday i40 grigia e ha investito alcune persone, uccidendone due.

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco di ieri a Londra tramite la sua agenzia ufficiale Amaq. Sono rimaste coinvolte nell'attacco anche due italiane (lievemente ferite): una donna romana e una ragazza bolognese. Lo ha detto l'ex premier e giurista, Giuliano Amato, ospite del programma "Avanti il prossimo" su Tv2000 commentando l'attentato di Londra. La premier Theresa May intervenendo oggi alla Camera dei Comuni, non aveva fatto il nome dell'uomo che ieri sul ponte di Westminster ha ucciso tre persone.

L'assalitore ha accoltellato un agente di polizia disarmato che poi è morto per le ferite riportate, prima che un agente armato sparasse all'attentatore, uccidendolo. È stata salvata ma ha subito gravi ferite. Si tratta, oltre all'agente Keith Palmer, di una donna di una quarantina d'anni e di un uomo sulla cinquantina, a cui si aggiunge l'attentatore. Ali Campbel, per esempio, ha scritto: "si scattano selfie davanti ai feriti di Westminster, a Londra, mi fanno realmente ribollire il sangue".

Londra, attacco al Parlamento di Londra. L'attentato è avvenuto nel giorno in cui Bruxelles commemora il primo anniversario degli attentati rivendicati dallo Stato islamico in cui morirono 32 persone. La città dove l'antiterrorismo ha arrestato non a caso nelle ultime ore tre degli 8 presunti fiancheggiatori finiti in manette, secondo i dati diffusi dal numero 2 di Scotland Yard, Mark Rowley. "Ogni tentativo di attentare ai nostri valori, alla nostra libertà, alla nostra democrazia, è destinato al fallimento".