Ladro sorpreso nel ristorante il proprietario lo uccide a fucilate

La tragedia è accaduta la scorsa notte (tra giovedì e venerdì) a Gugnano, un piccolo paesino in frazione di Casaletto Lodigiano.

Mario Cattaneo, che è attualmente negli uffici del comando centrale dei carabinieri di Lodi, è stato ricoverato all'ospedale Maggiore di Lodi per le lesioni riportate a un braccio e a una gamba durante l'aggressione. La questione della legittima difesa (e del suo eccesso) è diventata più volte tema politico centrale negli ultimi anni, soprattutto dopo i casi più discussi: da quella del benzinaio veneto Graziano Stacchio a quella di Francesco Sicignano a Vaprio D'Adda (in provincia di Milano) fino al gioielliere Rodolfo Corazzo a Rodano, la cui posizione fu poi archiviata dalla Procura. Ne è nata una collutazione e dal fucile da caccia legalmente detenuto dal 67enne è partito un colpo che ha raggiunto alla schiena uno dei banditi che con l'aiuto dei complici è riuscito comunque a fuggire.

Il bottino trovato ammonta a un sacco pieno di sigarette, sul quale era disteso il cadavere del ladro. Cattaneo all'AdnKronos racconta di avere avuto "tantissima paura". Secondo le prime ricostruzioni dei carabineri, i rapinatori, che non si sa ancora se fossero armati o meno, sono entrati sfondando la saracinesca dell'unico bar-ristorante di Gugnago per rubare la merce della tabaccheria. "Nonostante l'allarme abbia suonato, nonostante mi abbiano visto, queste persone non si sono fermate". "Se gli togli la comunanza che crea il lavorare insieme, non ha più nulla da condividere", conclude.

Ma potrebbero pesare le testimonianze che i carabinieri stanno raccogliendo. La moglie, stando al suo racconto, avrebbe detto al marito: "Lascia quel fucile" e il figlio.