Juventus, Agnelli: "Reagiremo a questo inaccettabile deferimento"

Juventus, Agnelli:

"Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto non hanno nulla da temere o nascondere, ed è per questo che sono qui". Insieme a lui ha ricevuto il il provvedimento formale della giustizia sportiva anche Francesco Calvo, ex direttore dell'area commerciale della società, Alessandro D'Angelo, security manager, e Stefano Merulla, manager della biglietteria. Andrea Agnelli sceglie la sala conferenza del Centro Sportivo di Vinovo per rispondere al deferimento che gli è stato notificato nella mattinata di sabato 18 marzo dalla procura federale. Nei mesi scorsi i dipendenti della Juventus hanno collaborato con la Procura di Torino in veste di testimoni, veste che è stata sottoposta a un controllo invasivo e meticoloso, e non è mai mutata. Erano testimoni e lo sono rimasti fino alla chiusura dell'indagine penale. Poi prosegue: "Oggi la Procura emette un deferimento in cui il mio nome e quello dei dipendenti ricoprono un ruolo inerente, ma ciò non è corrispondente a verità". "Tutto ciò è inaccettabile, ed è frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia". Mi difenderò, difenderò i miei collaboratori e difenderò il buon nome della Juventus, troppe volte è stato infangato da procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva. "Tale difesa avverrà nelle sedi opportune, ma vi invito, signori, vi invito fin da oggi ad approfondire con grande attenzione le tematiche dell'inchiesta". "A cadenze regolari ho incontrato tutte le categorie di tifosi, siano essi club doc, siano essi Juventus Member o siano essi gruppi ultras". È sempre stata un'attività fatta alla luce del sole che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, - ha spiegato - questo è un aspetto che all'epoca dei fatti non era noto, né a me, né a nessuno dei dipendenti della Juventus.

"La Juve come ogni club è stato indicato come esempio virtuoso - ricorda Agnelli - ma non può sostituirsi alle forze dell'ordine".

Infine, una precisazione che considera doverosa: "Circa l'argomento che qualcuno di voi potrebbe opporre, che gli ultras o i loro capi non sono stinchi di santo, io vi dico che condivido ma rispetto le leggi dello stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio e le partite di calcio". Elkann ha colto l'occasione per "ribadire la mia totale fiducia nell'operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la Società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi, e che continuerà a farlo anche in futuro".