Infantino, Presidente FIFA: "Così Trump perderà i mondiali di calcio"

Infantino, Presidente FIFA:

Ma non è solo la chiusura delle frontiere a pesare sull'eventuale decisione della Fifa di escludere gli Usa dalla corsa ai mondiali 2026. Ed ecco così che l'ombra del bando sugli immigrati di Donald Trump si allunga sulla competizione calcistica più prestigiosa: la Coppa del Mondo.

"Trump è il presidente degli Stati Uniti e, come tale, ho un grande rispetto per quello che si fa". Ma dai vertici del calcio è arrivato un duro monito alla Casa Bianca: la linea dura contro chi arriva da alcuni Paesi a maggioranza musulmana potrebbe costare un secco 'no' ai mondiali.

A sentire il presidente della federazione, Gianni Infantino, la misura adottata dal neo eletto capo dello stato non si confà con le norme che riguardano i Paesi che ospitano la manifestazione dei Campionati Mondiali di calcio, la prima delle quali recita così: "Qualsiasi squadra che si qualifica per la Coppa del Mondo, compresi sostenitori e funzionari, deve obbligatoriamente poter avere accesso al Paese che li ospita, altrimenti verrebbe a cadere il significato di Coppa del Mondo". Finora la candidatura degli Usa, dove il calcio è sempre più in crescita, è stata considerata come quella favorita per il 2026. E anche la candidatura di Los Angeles ai Giochi del 2024 potrebbe tornare in discussione. Il nuovo ordine esecutivo firmato da Trump sarebbe però incompatibile con le regole per il Paese ospitante di una competizione, ha commentato Infantino. I tre paesi candidati si sono detti disponibili a organizzare la manifestazione con una organizzazione trilaterale tutta nuova e la FIFA di recente ha aperto alla possibilità di cooperazione per organizzare i tornei anche in considerazione dell'allargamento a 48 squadre. L'ultima volta fu nel 1994.