"Ho rotto un femore a un'anziana per allenarmi": Norberto Confalonieri ai domiciliari

"Oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi!". È finito agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione e turbativa d'asta il direttore della divisione Ortopedia e Traumatologia dell'ospedale 'Pini' di Milano, Norberto Confalonieri.

"Invece dei punti gli ho messo una cerniera così la apro più facile", scherzava il medico nelle intercettazioni. Affermazioni alle quali Confalonieri replica dicendo: "Mi scusi, bastava che lei venisse da me e glielo facevo con la mutua".

Le misure interdittive riguardano Luigi Ortaglio, responsabile del Provveditorato economato dell'azienda socio-sanitaria territoriale Nord Milano di Sesto San Giovanni, accusato di turbativa d'asta e per cui è stata disposta la sospensione dall'esercizio della pubblica funzione per un anno. Incredibilmente, come si legge nelle carte delle Fiamme Gialle, alcuni pazienti, viste le complicazioni dopo gli interventi al San Camillo, sarebbero stati operati al Pini in regime pubblico. Non fece meglio neanche con lei ("ho spaccato il femore anche qua... è un periodo di m...") e per rimediare evitando che la donna andasse a Torino, dove "se va in mano a un altro collega sono finito", decise di rioperarla al Cto a carico del servizio sanitario. In una telefonata del 29 ottobre del 2015, ad esempio, il medico diceva: "Ho rivisto una. revisione di protesi d'anca. puttana Eva si era staccata. è un vecchietto di 91 anni". Così "in lacrime" un paziente, nell'aprile del 2016, parlava al telefono con Norberto Confalonieri.

Soldi, ma non solo: anche viaggi in Italia e all'estero per lui e i suoi familiari e inviti a prestigiosi programmi televisivi. Per il momento, infatti, come ha sottolineato il giudice nell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, dalle carte dell'inchiesta non sono emersi quei "gravi indizi" sui presunti danni fisici provocati da Confalonieri ai suoi pazienti necessari per giustificare una misura cautelare. Anche nei suoi rapporti con la multinazionale B. Braun il primario avrebbe ricevuto poi "bonifici", ma anche il pagamento di cene "per 30 invitati" e "due cravatte marca 'E.Marinella per 2 invitati".

Indagini in corso anche per lesioni, dunque, con il Gip di Milano che ravvede la necessità di sequestrare le 62 cartelle cliniche dei pazienti da lui operati "per verificare se sono state impiantate protesi senza alcuna necessità clinica e la gravità delle lesioni cagionate". Così come emerge dalle intercettazioni, tuttavia, scrive ancora il gip, "il modus operandi di Confalonieri sembra porsi in netto contrasto con i principi di etica medica".