Glifosato, gli esperti europei non lo giudicano cancerogeno

Glifosato, gli esperti europei non lo giudicano cancerogeno

Dopo l'allarmismo scatenato dal rapporto IARC e le smentite dell'EFSA e della FAO, la Commissione aveva infatti sospeso il suo giudizio in merito al rinnovo, posticipando di 18 mesi la scadenza dell'autorizzazione proprio per permettere all'ECHA di concludere la sua valutazione, ed è quindi probabile che a breve giungerà la decisione definitiva dell'UE.

Sicuramente questa notizia verrà discussa nella riunione che si terrà il 22-23 marzo a Bruxelles (l'argomento è in agenda al punto A.22).

Il glifosato, ingrediente chiave dell'erbicida Roundup di Monsanto, non dovrebbe essere classificato come sostanza che provoca il cancro.

Il Comitato di valutazione dei rischi dell''Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha deciso di confermare l'attuale classificazione del glifosto "come sostanza che causa gravi danni agli occhi e che è tossica per gli organismi acquatici, con effetti di lunga durata" ma ha concluso che "le prove scientifiche disponibili non soddisfano i criteri per classificare il glifosato come cancerogeno, come mutageno o tossico per la riproduzione". Al contrario, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Organizzazione mondiale della sanità, aveva basato la sua valutazione solo sugli studi scientifici pubblicati e sottoposti a revisione.

Il testimone passa ora alla Commissione europea, che dovrà organizzare il voto con gli Stati membri per decidere sul rinnovo dell'autorizzazione del glifosato. Secondo il parere di Richard Garnett, presidente della European Glyphosate Task Force, "le conclusioni raggiunte rafforzano i risultati di altre valutazioni condotte dalle autorità di regolamentazione nel mondo". Così Greenpeace Europa commenta il parere scientifico dell'Echa sull'erbicida glifosato. Le prove scientifiche a supporto del rinnovo della licenza del glifosato sono evidenti. "La valutazione sul glifosato effettuata da questo istituto è stata pesantemente criticata da ONG e scienziati indipendenti, secondo i quali è in contraddizione con le evidenze scientifiche", si legge in una nota stampa.

L'agenzia precisa che la decisione è arrivata con il consenso di tutti i membri del RAC, e ha previsto diverse fasi. "L'Echa ha fatto un gran lavoro per spazzare sotto il tappeto le prove che il glifosato potrebbe causare il cancro", spiega Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. Il rischio è che gli umani e l'ambiente continuino, afferma l'associazione ambientalista, ad essere le cavie dell'industria chimica.

E ovviamente i pareri dei gruppi ambientalisti no glifosato, come Greenpaece, non si fanno attendere.

Il contraddittorio parere dell'Echa è sottolineato anche dalle parole di Pascale di Slow Food: "Tuttavia questo non equivale ad affermare che il prodotto sia innocuo per la salute umana e per l'ambiente".

Nel frattempo, quasi mezzo milioni di cittadini dell'Unione europea ha firmato in sole cinque settimane la petizione che chiede alla Commissione europea di vietare il glifosato in Ue, riformare il processo di approvazione dei pesticidi, e fissare obiettivi vincolanti per ridurre l'uso dei pesticidi nell'Unione europea. "Allo stesso tempo, il parere sarà inoltre reso disponibile sul sito web dell'Echa, Il parere adottato sulla classificazione armonizzata per glifosato sarà preso in considerazione quando la Commissione e gli Stati membri considereranno se rinnovare l'approvazione di utilizzare glifosato come sostanza attiva nei pesticidi, entro la fine dell'anno".