Francesco nella Milano dei potenti ha scelto di abbracciare solo gli ultimi

Francesco nella Milano dei potenti ha scelto di abbracciare solo gli ultimi

Tra imponenti misure di sicurezza, con circa 2500 uomini presenti, si è svolta la visita pastorale del Papa a Milano. La visita è poi continuata con la tappa nel carcere di San Vittore, dove ha pranzato con 100 di loro, che hanno cucinato per lui. Tra canzoni e coreografie, i giovani fedeli e le loro famiglie aspettano con ansia papa Francesco. Papa Francesco nella giornata di ieri è stato a Milano. Non è mancato anche un appello contro il bullismo di Francesco: "Per il sacramento della santa Cresima, fate la promessa al Signore di non fare mai atti di bullismo, né mai di permettere che si faccia nella vostra scuola e nel vostro quartiere". Tra i canti la scelta è caduta su composizioni intonate alla liturgia del giorno e su opere di autori, passati e contemporanei, che hanno svolto e svolgono attività musicale nella Diocesi di Milano, come Luciano Migliavacca, Luigi Molfino e Renato Fait. Alle 17:30 il Santo Padre ha fatto il suo ingresso accompagnato dal Cardinale Angelo Scola.

Infine l'abbraccio festoso con ottantamila ragazzi della cresima allo stadio di San Siro. Non si è recato in nessuno dei palazzi del potere economico o della rappresentanza politica e amministrativa, ma solo periferia, gente comune, reclusi e poi nel grande parco dove tutti, senza distinzione sono invitati alla celebrazione della messa, a prescindere da chi si è nella professione e nella vita quotidiana. "Si specula su tutto, sulla vita, sul lavoro, sulla famiglia".

È un grido accorato, ma intriso di realismo, quello del Papa dal Parco di Monza. "Anche se questo ritmo vertiginoso sembra rubarci la speranza, dobbiamo coltivare la gioia e la speranza cristiane, non vogliamo rimanere indifferenti di fronte al dolore".

Per una volta "la Scala del calcio" non si tingerà di rossonero o di nerazzurro: i colori dominanti saranno il bianco e il giallo. La prima sfida che ci viene consegnata è quella di evocare la memoria: la promessa di Davide frutto dell'alleanza con Giacobbe. "Occorre prendersi il tempo, per la famiglia, per la comunità, per l'amicizia, per la solidarietà e per la memoria". Ma sono previsti arrivi anche da altre parti della Lombardia e al di fuori della regione, con gruppi che verranno dal Piemonte, dall'Emilia Romagna e dal Trentino.

"La Chiesa ha sempre bisogno di essere restaurata", dice, come la Madonna risistemata dalla parrocchia che lo accoglie alle Case Bianche assieme a una sintesi della città multietnica, i vecchi abitanti del quartiere e i vecchi migranti mescolati ad asiatici, arabi, rom e sinti, sudamericani che hanno agghindato i bambini con i vestiti tradizionali e famiglie musulmane che sollevano i figli e si uniscono al "Fran-ce-sco!" di benvenuto.