Equinozio di primavera 2017: perché è stato ieri e non oggi

Equinozio di primavera 2017: perché è stato ieri e non oggi

Il "moto di precessione degli equinozi" ha l'effetto di accorciare ogni anno la primavera di qualche secondo.

Il simbolo di questa festività è il fiore di ciliegio, di cui si attende con entusiasmo la fioritura.

Tutto questo si verifica perché i raggi solari arrivano perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra intorno al sole. Proprio la natura dell'inclinazione terrestre è il motivo per cui eclittica ed equatore celeste non cadono esattamente sullo stesso piano.

Anche se tradizionalmente si studia il 21 marzo come data canonica di inizio Primavera, l'Equinozio può cadere dal 19 al 21 marzo.

Nel momento dell'equinozio, ossia alle 10:29 UTC, il sole attraverserà un particolare punto della sfera celeste, detto punto vernale, apparendo perfettamente allo zenit per un osservatore posto all'equatore, ossia sarà esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore. Ad esempio cade proprio in questo giorno una delle feste pubbliche egiziane, le cui tracce risalgono addirittura a 4700 anni fa, denominata Sham El Nessim, e sempre l'equinozio di primavera rappresentava la festa del Nuovo Anno nell'antica Mesopotamia, diventando oggi il primo giorno del calendario per molte culture arabe, come in Iran. Il giorno dell'equinozio di primavera è l'apice di un'intera settimana di celebrazioni, giorni in cui spesso le persone si recano in visita ai luoghi di origine e alle tombe familiari, che vengono per l'occasione ripulite e munite di offerte.

Il fine settimana successivo all'equinozio di primavera cambia anche l'ora.

All'equinozio di primavera sono poi legati numerosi proverbi, declinati in termini vernacolari a seconda dei territori di provenienza, che segnano appunto l'inizio della nuova stagione e l'addio all'inverno, aforismi e motti tipici del mondo rurale e contadino che sono giunti fino ai nostri giorni. Occhio quindi a non mandare i cappotti in soffitta prima del necessario.