Ecco le firme: Renzi 35 mila, Orlando 8mila, Emiliano 6mila

Lo dice Matteo Renzi a Porta a porta. Così Tiziano Renzi in un'intervista a Repubblica. Per l'ex premier però non solo "l'esistenza di un gruppo potere toscano è una cosa che non sta ne in cielo ne in terra", ma le stesse accuse a carico delle persone a lui vicine non reggerebbero. L'ex premier ha attaccato il candidato alle primarie del Pd rispondendo ad un suo post su Facebook in cui annuncia che non inserirà i vaccini obbligatori per la Regione Puglia. Ho servito la bandiera del mio Paese - afferma. Se il governatore riuscisse a prendere più voti di Orlando e Renzi non sfondasse il tetto del 50%, allora in quel caso Emiliano potrebbe avere chance di diventare il nuovo segretario del Pd.

"Insomma - sottolinea l'esponente dem di Palermo -, se Andrea Orlando avesse voluto avrebbe avuto il modo di scoprire che, ad esempio, gli amministratori del Pd di Corleone, ancora prima dell'arrivo delle istituzioni, hanno denunciato le infiltrazioni mafiose nel loro Comune e, per coerenza, hanno abbandonato i loro scranni, così come avrebbe conosciuto i tanti giovani militanti del Pd siciliano che amministrano con dedizione, impegno e coraggio beni confiscati a cosa nostra o lavorano, anche gratuitamente, per associazioni che hanno fatto della lotta alla criminalità organizzata la propria ragione d'essere".

"Indagini su mio padre?" Dunque si annunciano per il 30 aprile primarie imolesi molto combattute anche se Raccagna getta acqua sul fuoco: "Faremo come sempre un confronto sereno sulle idee e il giorno dopo le primarie saremo tutti uniti". Io umanamente sono dispiaciuto.

"Dire che '.ne' io ne' mio padre condividiamo.' e' una piano di discussione che non prendo nemmeno in considerazione".

I motivi per i quali Matteo Renzi rischia di non essere favorito per le primarie del 30 aprile sono almeno due.

Si vada a sentenza. L'aumento dell'Iva? "In questo momento è un errore politico", sentenzia. E in questo senso, l'ex presidente del consiglio ha lanciato un attacco alla magistratura. "Volevo ridurre le poltrone e l'unica che ho tagliato e' la mia.", aggiunge con una battuta l'ex premier rilevando che "non e' che quando ero a Palazzo Chigi mi criticavano perche' pensavo a una, com'e' che dicevano, 'deriva autoritaria' e ora ci si lamenta perche' si va verso il proporzionale". "Io sto dalla parte dei giudici". "Si vada a sentenza, ripete (non dimenticando di ricordare le inchieste che si concludono "con un nulla di fatto" e "la carriera che parla da sola" di certi pubblici ministeri"), dicendosi "certo" dell'innocenza di Luca Lotti e Tullio Del Sette.