Duro scontro Turchia-Germania. Erdogan a Merkel: "Usi metodi nazisti"

Duro scontro Turchia-Germania. Erdogan a Merkel:

"Tu stai usando metodi nazisti", ha detto Erdogan alla Merkel in un discorso trasmesso dalla tv, usando l'informale tu nei confronti della cancelliera.

Così, a parte le ritorsioni immediate che davvero Erdogan, forte del consenso popolare, può mettere in campo (vedi ripresa del flusso profughi), qual è la vera arma puntata sull'Europa che il Sultano ha impugnato?

I rapporti fra Turchia e Germania sono poi diventati incandescenti quando, prima non è stato permesso ad Erdogan di partecipare, in diretta streaming, ad una manifestazione in suo supporto tenutasi a Colonia, e poi, quando ad un corteo di immigrati curdi svoltasi a Francoforte, hanno cominciato a sventolare numerose bandiere con l'effige di Ocalan, leader del Pkk. "La Germania ha messo il suo nome in nuovo scandalo" ha poi aggiunto, ricordando che il "Pkk è un gruppo terrorista separatista".

La Turchia continua la sua polemica contro l'Europa: è frontale lo scontro fra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente Recep Tayyip Erdogan. Siamo tolleranti ma non stupidi. Il presidente turco non ha fatto aperto riferimento al giornalista, ma ha detto: "Volete che vi diamo un agente del terrorismo arrestato nel consolato". Secondo un quotidiano, infatti, alcuni cittadini con doppia cittadinanza sarebbero stati minacciati di essere denunciati per "alto tradimento" o ritorsioni contro le loro famiglie in Turchia. Circa 30.000 dimostranti filo-curdi hanno manifestato nella città tedesca per il "no" alla consultazione e molti hanno esposto simboli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), dichiarato fuorilegge dalle autorità turche.

C'è la possibilità che ministri turchi pianifichino un'altra manifestazione in Germania in vista del referendum costituzionale del 16 aprile. Una situazione su cui il Ministro degli Esteri ha deciso di intervenire convocando l'ambasciatore turco per avere spiegazioni. A rimetterci saranno, però, come sempre, i migranti.