Cosa rischiano Juventus e Agnelli dopo il deferimento?

Cosa rischiano Juventus e Agnelli dopo il deferimento?

Oggi la Procura Federale, anziché limitarsi a contestare eventuali irregolarità nella vendita dei biglietti, emette un deferimento nel quale il mio nome e quello dei nostri dipendenti rivestirebbe un ruolo di "collaborazione" con la criminalità organizzata.

Sulla vicenda di Andrea Agnelli, ieri deferito dalla procura federale per i presunti rapporti della Juventus con la 'ndrangheta, è intervenuto al Mattino l'avvocato partenopeo Eduardo Chiacchio, esperto di giustizia sportiva.

La notizia è stata resa nota da Agnelli proprio durante una conferenza stampa a Vinovo nella quale il presidente della JUventus spiega che non c'è nulla da temere.

"Non solo multe, ma pesanti stop: il tenore del deferimento del procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro, nei confronti del presidente della Juve, Andrea Agnelli, e di altri tre dirigenti bianconeri (l'ex direttore commerciale Francesco Calvo, ora al Barcellona, il security manager Alessandro D'Angelo, il responsabile della biglietteria Stefano Merulla) lascia presagire richieste di condanne ben più robuste". Erano testimoni e lo sono rimasti fino alla chiusura dell'indagine penale. "Desidero ribadire la mia totale fiducia nell'operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la Società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi, e che continuerà a farlo anche in futuro". Mi difenderò, difenderò i nostri collaboratori e soprattutto difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato o sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva.

Il 15 marzo scorso il legale della Juventus, Luigi Chiappero, si era presentato in audizione in commissione Antimafia di fronte alla presidente Rosy Bindi riguardo alle presunte infiltrazioni criminali nella curva bianconera e i presunti 'contatti' tra dirigenti e tifosi, affermando che il club era inconsapevole di chi fosse Rocco Dominello, ritenuto dai pm un noto 'ndranghetista e attualmente indagato per appartenenza alla 'ndrangheta. "Tale difesa avverra' nelle sedi opportune, ma vi invito fin da oggi ad approfondire con grande attenzione le tematiche di una inchiesta che ha visto curiosamente scomparire dalla scena mediatica gli accusati di reati mafiosi, per essere sostituiti da testimoni, che hanno l'unica colpa di lavorare in una societa' molto famosa e sulla bocca di tutti".

Da ultimo: so che alcuni di voi si sono esercitati nei giorni scorsi in ipotesi riguardanti il cambio del management della Juventus.

La Juventus, dice, "collabora con lo Stato ed è stata negli anni scorsi indicata come esempio virtuoso, ma non può certamente sostituirsi alle forze dell'ordine". A proposito dei rapporti con i capi ultras, Agnelli ha precisato come "condivido ma rispetto le leggi dello Stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio e le partite di calcio".