"Corona, incassi in nero da discoteca per "milf" di Verona"

Silvia Provvedi ha poi scritto che per lei Fabrizio Corona è semplicemente l'amore: quell'amore che le ha avvolto l'anima. Oggi, invece, una volta saliti sul banco dei testimoni nel processo che vede l'ex fotografo dei vip imputato con l'accusa di aver occultato circa 2,6 milioni (1,7 milioni nascosti nel controsoffitto dell'abitazione della sua collaboratrice Francesca Persi e altri 860 custoditi all'interno di due cassette di sicurezza di una banca di Innsbruk, in Austria) entrambi hanno ritrattato cambiando del tutto versione: in due hanno ammesso di aver dato a Corona soldi in contanti per alcune attività di promozione, con uno di loro che ha sottolineato di aver visto l'ex fotografo incassare fino a 20 mila euro per una serata in discoteca. "In una volta poteva prendere anche 20mila euro", ha test spiegato. Cardia ha detto di non averne parlato prima ai carabinieri, che lo hanno sentito nel novembre 2016, "perché soffro di ansia e mi ero agitato". C'è anche chi si è spinto a versare "2600 euro" per "45 minuti-un'ora" di presenza di Corona all'interno della sua discoteca, mentre un curatore d'immagine è arrivato a corrispondere a Fabrizio "13mila euro" con la promessa che il bello e dannato dello show-business nostrano si impegnasse a "divulgare" la sua immagine.

Migliaia di euro di cachet per semplici comparsate, spesso e volentieri versati in contanti e in nero. Un altro teste, che pure si e' impegnato come procacciatore di clienti, ha raccontato di avere preso 1.000 euro dal titolare di un negozio di abbigliamento e di avere poi intascato una percentuale. L'uomo si era rivolto all'ex fotografo per "dare visibilità a mio figlio che corre in moto". "Per farlo conoscere ho versato con assegno 2000 euro a Corona perche' facesse con lui un servizio fotografico per un giornale". "Lei racconti esattamente come sono andate le cose, non è che domani si presenta la Guardia di Finanza, ha la mia parola". Giovedi' prossimo e' previsto l'interrogatorio in aula di Corona. Al termine delle deposizione, uno dei legali di Corona, l'avvocato Ivano Chiesa, ha fatto notare ai giudici che "e' una fatica mortale far dire alla gente quello che e' accaduto".