Consip, Romeo fa scena muta davanti ai pm

L'imprenditore napoletano, accusato di corruzione per le vicende che lo legano a Marco Gasparri, e in carcere da mercoledì scorso, è stato sottoposto questa mattina all'interrogatorio di garanzia del pm Gaspare Sturzo e, come previsto, non ha risposto alle domande degli inquirenti. I legali dell'imprenditore hanno quindi annunciato che presenteranno "un'istanza di revoca della misura cautelare basata su diversi aspetti che lasciano dubitare sulla validità e l'utilizzabilità di molti aspetti processuali, sia per quanto riguarda la durata delle indagini sia per la modalità di acquisizione della prova per quello che riguarda le intercettazioni e la ricostruzione dei documenti attribuiti a Romeo, come i pizzini, sui cui a nostro avviso non sono state rispettate le regole previste dal codice di procedura penale". I suoi difensori hanno depositato una memoria e hanno riferito che il loro assistito non ha mai incontrato Tiziano Renzi o altre persone legate all'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "Quell'esposto fu inviato per conoscenza anche all'Anac e all'Antitrust", ha affermato l'avvocato Giovanni Battista Vignola uscendo dal carcere di Regina Coeli, al termine dell'interrogatorio di garanzia. I suoi legali: "Non ha mai conosciuto Tiziano Renzi".

Fuga di notizie La procura continua ad indagare sulla Consip, per ora aprendo un fascicolo contro ignoti, e avviando una serie di procedimenti nei confronti dei pubblici ufficiali che hanno avuto a che fare con l'inchiesta e che potrebbero aver infranto il segreto istruttorio e provocando di conseguenza " fughe di notizie" che, come fa sapere un investigatore che ha lavorato su Consip quando l'indagine era a Napoli, "nella prima fase non c'erano" e sarebbero probabilmente iniziate quando l'inchiesta ha preso una piega più 'politica'. Romeo è stato arrestato il 1 marzo con l'accusa di corruzione: avrebbe corrisposto tangenti in denaro a dirigenti di Consip, l'organismo centrale dello Stato che gestisce costi e spese per gli apparati della pubblica amministrazione, nel tentativo di condizionare a suo favore gare d'appalto da centinaia di milioni di euro.

"Insomma basta. C'è un assedio continuo". Discutevamo "di la-vo-ro - sottolinea Tiziano Renzi -". Tutti i giorni. Anche alla mia vita privata. Io mi occupo anche di spedizioni porta a porta. Così Tiziano Renzi, intervistato dal Corriere della Sera sul suo coinvolgimento nell'inchiesta Consip, in cui è indagato per traffico di influenze illecite. E' il terzo gestore postale del paese. "Voi vedete il male ovunque".