Caso biglietti, Agnelli deferito: "Inaccettabile, mai avuto rapporti con i boss"

Caso biglietti, Agnelli deferito:

"Nella giornata odierna - ha esordito Agnelli rivolgendosi alla stampa - mi e' stato notificato un deferimento da parte della Procura Federale". Il presidente Andrea Agnelli è stato deferito dalla Procura federale nell'ambito dell'inchiesta sulla gestone di biglietti e abbonamenti dello Stadium. "Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto non hanno nulla da temere o nascondere, ed è per questo che sono qui". "La Juventus ha collaborato con la Procura della Repubblica come testimoni nel quadro di una indagine riguardante alcuni personaggi legati al mondo della criminalità organizzata", ha aggiunto Agnelli in un discorso complessivo durato circa cinque minuti.

Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo e meticoloso, anche con l'uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, e non è mai mutata. Quindi rivolto alla stampa, il presidente della Juventus dice: "Vi invito tuttavia ad essere a vostra volta testimoni e non strumenti per conclusioni pregiudiziali che sarebbero a mio avviso sbagliate e in pieno contrasto con quelle tratte dalla giustizia penale".

"Oggi la Procura Federale, anziché limitarsi a contestare eventuali irregolarità nella vendita dei biglietti, emette un deferimento nel quale il mio nome e quello dei nostri dipendenti rivestirebbe un ruolo di 'collaborazione' con la criminalità organizzata". Tutto ciò è inaccettabile -prosegue Agnelli- e frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia. L'esito della giustizia sportiva dovrebbe essere rapido: tra aprile e maggio si potrebbe già avere la sentenza di 1° grado, con Agnelli chiamato a fornire il proprio punto di vista sulla vicenda, alquanto intricata e pericolosa per il presidente bianconero. E annuncia che si difenderà con le unghie e con i denti: "Difenderò me stesso, i miei collaboratori e il buon nome della Juventus che per troppe volte è stato infangato o sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva". Il deferimento, in particolare, riguarda il procedimento relativo i contatti tra presunti boss della 'ndrangheta con la curva bianconera ed esponenti del club. "Ripeto che ho solo incontrato le categorie di tifosi e alla luce del sole, cosa che rientra nei doveri di presidente di una società calcistica". È quanto si legge nelle motivazioni del provvedimento emesso dalla Procura federale del calcio.

"La Juve come ogni club è stato indicato come esempio virtuoso - ricorda Agnelli - ma non può sostituirsi alle forze dell'ordine. Mi dispiace deludervi, ma questo gruppo dirigente, formato dal sottoscritto, dal vicepresidente Pavel Nedved, dall'ad Giuseppe Marotta e dal direttore sportivo Fabio Paratici, ha intenzione di continuare a far crescere la Juventus ancora per parecchio tempo".