"Benedizioni a scuola legittime" La decisione del Consiglio di Stato

Sfida tra tribunali visto che la novità a suo modo clamorosa arriva dal Consiglio di Stato che "contraddice" il Tribunale Amministrativo della Regione Emilia Romagna. La prima, che il gasdotto Tap in Salento, che porterà in Italia il gas dell'Azerbaigian, non nuoce gravemente alla salute e dunque si può fare.

La diocesi di Bologna, guidata da monsignor Matteo Zuppi, attraverso il portavoce Adriano Guarnieri "accoglie la decisione del Consiglio di Stato, relativamente alle benedizioni pasquali in ambito scolastico, che appare saggia, equilibrata e rispettosa della vera laicità della scuola, che non può mai essere contro qualcuno".

Ieri il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla legittimità di effettuare delle benedizioni pasquali a scuola. Insomma per cinefilìa. E dopo un bel weekend europeo, ecco che però ti becchi un giudice a Frosinone. L'unica prescrizione è che ciò avvenga al di fuori dalle lezioni e siano facoltative.

Secondo i giudici il rito delle benedizioni pasquali "ha senso in quanto celebrato in un luogo determinato, mentre non avrebbe senso (o, comunque, non lo stesso) se celebrato altrove e ciò spiega il motivo per cui possa chiedersi che esso si svolga nelle scuole, alla presenza di chi vi acconsente e fuori dall'orario scolastico, senza che ciò possa minimamente ledere, neppure indirettamente, il pensiero o il sentimento, religioso o no, di chiunque altro che, pur appartenente alla medesima comunità, non condivida quel medesimo pensiero e che dunque, non partecipando all'evento, non possa in alcun senso sentirsi leso da esso". Per i giudici il rito della benedizioni non incide "in alcun modo sullo svolgimento della didattica e della vita scolastica in generale" e questo "non diversamente", del resto, dalle altre attività parascolastiche.

E proprio il comitato ora annuncia di essere pronto ad arrivare fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo, per avere l'ultima parola sulla legittimità o meno di atti di culto svolti in ambito scolastico. Viene così rovesciata, come scrive La Repubblica, la sentenza del Tar dell'Emilia-Romagna che aveva annullato la delibera con cui un consiglio di istituto di Bologna le aveva autorizzate. Crediamo che la scuola debba essere laica esattamente come lo è lo Stato.

Di più: "per un elementare principio di non discriminazione - si legge - non può attribuirsi alla natura religiosa di un'attività una valenza negativa tale da renderla vietata o intollerabile unicamente perché espressione di una fede religiosa, mentre, se non avesse tale carattere, sarebbe ritenuta ammissibile e legittima".

Contro quella decisione si opposero il comitato e un gruppo di docenti e insegnanti, che presentarono ricorso d'urgenza al Tar con richiesta di sospensiva. "Non siamo ovviamente soddisfatti di questa sentenza".