Arrestato Alfredo Romeo: nella stessa inchiesta indagati Lotti e Renzi padre

Arrestato Alfredo Romeo: nella stessa inchiesta indagati Lotti e Renzi padre

L'arresto è stato eseguito dai carabinieri del Noe (Comando di Tutela dell'Ambiente), del Comando provinciale di Napoli e del Nucleo di polizia Tributaria della Finanza di Napoli. L'ordine della custodia cautelare in carcere è stato emesso dal gip del Tribunale di Toma su richiesta del pm Mario Palazzi e dell'aggiunto Paolo Ielo. Nel secondo filone l'attuale ministro dello Sport Lotti è accusato, insieme ad altri dirigenti e ufficiali delle forze dell'ordine, di aver detto ad alcuni dirigenti CONSIP che c'era un'indagine in corso nei loro confronti.

Per questa ragione Romeo avrebbe corrotto un dirigente di CONSIP, Marco Gasparri, che ha deciso di collaborare con i magistrati, perché lo aiutasse a compilare i bandi e rispondere correttamente alle osservazioni mosse dalla commissione incaricata di esaminarli.

Per tutti questi motivi i pm dopo aver interrogato Romeo hanno parlato di un "gravissimo quadro di possibile infiltrazione criminale" nella gara d'appalto "con il più rilevante importo mai indetta in Europa", pari a circa 2 miliardi e settecento milioni di euro, arrivato al "massimo livello politico". Stando alle indagini della Procura di Roma, le prime dazioni risalgono al 2012; a partire dal 2013 sono diventate mensili. L'imprenditore diventa un vero e proprio asso piglia tutto, vincendo appalti a Roma, Venezia e Milano, diventando in pochi anni il "re degli appalti pubblici" con la 'Romeo Gestioni' e altre aziende ad essa collegate e fondate dall'imprenditore. E per questo attimo, verso la inaugurazione una volta per tutte, spuntano i nomi su Tiziano Renzi e Luca Lotti.

Perquisizioni anche nei confronti dell'ex parlamentare di Alleanza nazionale e Pdl Italo Bocchino, ritenuto confidente di Romeo, che tra l'altro gli aveva offerto un ricco contratto di consulenza, e di un "faccendiere toscano", cioè l'imprenditore farmaceutico di Rignano sull'Arno Carlo Russo, anche lui legato a Romeo. "Il fedelissimo di Renzi", secondo Caso, "ha il dovere divenire a spiegare le motivazioni che lo hanno spinto asponsorizzare Russo presso il governatore della Puglia Emilianoe, soprattutto, dovrebbe dire se e quando ha saputodell'inchiesta Consip e se ha avvisato l'allora presidente delConsiglio". Bocchino è stato descritto dagli inquirenti come "collaboratore" di Romeo.