Andrea Agnelli deferito: "Mai incontrato boss. Il nostro nome troppe volte infangato"

Andrea Agnelli deferito:

Andrea Agnelli è stato deferito dalla procura della Federcalcio per la vicenda relativa al bagarinaggio dei biglietti e degli abbonamenti dello Juventus Stadium che, secondo un'inchiesta dei pm torinesi, sarebbero in mano alla 'ndrangheta. "Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto non hanno nulla da temere o nascondere, ed è per questo che sono qui".

"Non solo multe, ma pesanti stop: il tenore del deferimento del procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro, nei confronti del presidente della Juve, Andrea Agnelli, e di altri tre dirigenti bianconeri (l'ex direttore commerciale Francesco Calvo, ora al Barcellona, il security manager Alessandro D'Angelo, il responsabile della biglietteria Stefano Merulla) lascia presagire richieste di condanne ben più robuste". Andrea Agnelli sceglie la sala conferenza del Centro Sportivo di Vinovo per rispondere al deferimento che gli è stato notificato nella mattinata di sabato 18 marzo dalla procura federale. Poi l'affondo, duro e deciso: "Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo, con intercettazioni ambientali, non è mai montata". "Oggi la Procura Federale - ha aggiunto - anziché limitarsi a contestare eventuali irregolarità nella vendita dei biglietti emette un deferimento nel quale il mio nome, quello dei nostri dipendenti, rivestirebbe un ruolo di collaborazione con criminalità organizzata".

Tutto ciò è inaccettabile, frutto di una lettura parziale e preconcetta e non rispondente a logiche di giustizia. Mi difenderò, difenderò i miei collaboratori e difenderò il nome della Juventus che troppe volte è stato infangato da procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva. A cadenze regolari, come è noto, ho incontrato tutte le categorie di tifosi: Club Doc, Member o gruppi ultras. E' sempre stata un'attività fatta alla luce del sole e che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa negli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all'epoca dei fatti non era noto, né a me, né a nessuno dei dipendenti della Juventus. Erano persone libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio e le partite di calcio.

Ma cosa rischia la Juventus? Ma il presidente della Juventus, che ha ricevuto oggi parole di fiducia da John Elkann, non ci sta, respinge ogni addebito e parla di fango gettato sulla Juve.