Addio a Tomas Milian. Il grande attore ci lascia a 84 anni

Addio a Tomas Milian. Il grande attore ci lascia a 84 anni

L'attore, nome d'arte di Tomás Quintín Rodríguez Milián, era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933. Ma è immediatamente dopo la stagione dello spaghetti western, inaugurata dall'enorme successo dei film di Sergio Leone, che lo vede diventare protagonista e icona, a partire da La resa dei conti (1966) di Sergio Sollima, lo spaghetti-western preferito di Quentin Tarantino, in cui Tomas Milian compare nelle vesti del messicano Cuchillo, fuorilegge, sottoproletario, vitalissimo, una sorta di "proto-Monnezza sessantottino", come ha scritto Marco Giusti, che appartiene a quella stagione in cui il western italiano si caricava di umori politici, un po' populisti un po' rivoluzionari.

È stato trovato ieri nella sua abitazione di Miami. La morte è avvenuta per ictus. Lui lo sapeva, e ha detto all'amica Monica Cattaneo pochi giorni prima di spegnersi: "La settimana scorsa, l'ultima volta che ci siamo sentiti, mi chiedeva di riportarlo a Roma, perchè aveva deciso che voleva vivere a Roma gli ultimi anni della sua vita, e morire nella città che aveva visitato l'ultima volta quando era stato premiato alla Festa del cinema di Roma". Non si hanno ancora notizie dei funerali ma l'attore aveva espresso la volontà di essere cremato.

Di origine cubana, Milian era il figlio di un generale dell´esercito del dittatore Machado. Dopo il rilascio, il padre si suicidò davanti ai suoi occhi quando aveva 12 anni. Scappò da Cuba negli anni Cinquanta con un sogno: l'Actor's Studio di Elia Kazan.

Il teatro è stata l'occasione per Tomas, che venne notato da Jean Cocteau e Giancarlo Menotti che gli proposero di venire in Italia, a Spoleto, per il Festival dei Due Mondi, dove si fece conoscere recitando in una pantomima di Franco Zeffirelli intitolata Il Poeta e la Musa. Poi seguirono altri film con maestri del calibro di Luchino Visconti ("Il lavoro", un episodio di "Boccaccio '70") e Valerio Zurlini ("Le soldatesse"), prima di passare allo spaghetti-western. Negli stessi anni girò anche alcuni polizieschi ("Banditi a Milano" di Lizzani) e il cult horror "Non si sevizia un paperino" di Fulci. Per tutti era Er Monnezza.

Milian ha partecipato anche, come ospite d'onore, a spettacoli musicali quali "Il canzoniere minimo" di Giorgio Gaber, e ha interpretato le canzoni dei titoli di testa dei film "Corri uomo corri" e "La vittima designata". Durante le riprese si racconta che nacque grande rivalità tra i due che, però, ebbero un buon riflesso sulla chimica scenica. La sua carriera è stata costellata di successi anche nel cinema anglosassone, basti pensare alla partecipazione a pellicole firmate da Oliver Stone, Steven Spielberg e Steven Soderbergh.