Addio a Leone Di Lernia, voce trash della radio italiana

Il conduttore radiofonico alcuni giorni fa era ricoverato in ospedale in gravi condizioni a causa di un cancro al fegato contro il quale combatteva da tempo, dopo essere stato operato al fegato e alla cistifellea era stato però dimesso dalla clinica. "Riposa in pace fratello", scrive in una nota il programma satirico". In quel momento, io e Fabio, siamo esplosi in un pianto infinito. Sembrava in forma, sembrava pieno di vita, ma la notte ha avuto un tracollo e la mattina successiva mi ha inviato (con fatica) un messaggio vocale in cui diceva che si sentiva debole e che forse sarebbe venuto in radio il giorno dopo, ma quello è stato l'ultimo messaggio da lucido. Le sua canzoni-parodia hanno scandalizzato e divertito, aprendo un genere che poi è dilagato nel web e si è definitivamente compiuto con Checco Zalone.

Il cantante demenziale era un volto noto anche della tv, oltre che della radio. Che oggi, sempre sui social, lo saluta per sempre: "Avevi ragione su tante cose".

"Abbiamo iniziato questo lungo percorso radiofonico insieme". Ti ho fatto un milione di scherzi, abbiamo creato tormentoni indimenticabli e costruito il programma radiofonico più assurdo d'Italia.

"A un uomo di 80 anni cosa succede? Tieni duro vecchiaccio, perché voglio poterti insultare per altri 20 anni", aveva scritto ancora Mazzoli.

Leone di Lernia, nato a Trati il 18 aprile 1938, ha speso una vita intera per la musica. Si fece conoscere al grande pubblico per le parodie di canzoni famose, da 'Killing Me Softly' a 'Love is love'. Il filo con i conduttori e gli autori, tuttavia, non si era mai interrotto e non mancavano le sue incursioni in via Turati.