Tariffe cellulari, accordo tra istituzioni Ue: stop al roaming da metà giugno

L'abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno è assicurata: le tre istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto, nella notte, un accordo sui prezzi all'ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming.

Stop ai costi aggiuntivi per i servizi di roaming.

La determinazione dei costi all'ingrosso era importante per consentire agli operatori di offrire il roaming senza far ricadere i costi sui propri utenti, garantendo loro i fondi necessari per proseguire con l'aggiornamento delle rispettive reti telefoniche alle nuove tecnologie.

Riduzione graduale fino al 2022 delle soglie per traffico dati (AdnKronos) - L'intesa prevede inoltre una riduzione graduale, da realizzarsi nel corso di cinque anni, per i tetti relativi al traffico dati, portandoli da 7,7 euro per gigabyte (al 15 giugno) a 6 euro per gigabyte (al primo gennaio 2018), 4,5 euro per gigabyte al primo gennaio 2019, 3,5 euro per gigabyte al primo gennaio 2020, 3 euro per gigabyte al primo gennaio 2021, fino a 2,5 euro per gigabyte al primo gennaio 2022. D'altra parte, le tariffe dovranno essere comunque adeguatamente alte per dare la possibilità agli operatori dei Paesi visitati di recuperare i costi senza dover aumentare le tariffe nazionali.

Il prezzo iniziale è dunque più basso rispetto agli 8,5 euro paventati all'inizio delle trattative ma dovrebbe consentire agli operatori di investire nella realizzazione delle reti 5G (o di quelle 4G dove assenti). Come annunciato nell'ottobre del 2015, era l'ultimo tassello mancante. "Dal 15 giugno, gli europei potranno viaggiare nella Ue senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali", ha detto il commissario al digitale, Andrus Ansip.